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Finiranno la loro vita in un delfinario, lontani dalle loro famiglie e dal loro habitat naturale, il mare aperto. Vivranno pochi anni a causa della loro depressione, saranno sottoposti a duri allenamenti che prevedono la privazione di cibo, si esibiranno per soldi davanti a persone divertite. Sono i 6 tursiopi catturati nella baia della morte di Taiji tre settimane fa sono e spediti ieri in Europa.

Sollevati da una gru e posti in container aerei, i delfini sono stati trasportati con un camion verso l'aeroporto per un volo molto lungo e stressante. Secondo una nota di Sea Shepherd, sono stati acquistati per uno dei parchi di proprietà della Aspro International, uno dei più grandi operatori di parchi marini in Europa. Forse il Marineland Mallorca. I guardiani della Baia hanno assistito impotenti all'organizzazione del trasferimento da parte dell'acquirente con la Fisherman's Union di Taiji, che si occupa delle catture dei cetacei. Hanno assistito impotenti al pianto disperato di uno di loro, quello che vedete in foto, mentre veniva sollevato in aria nella guaina di gomma che lo avvolgeva.

"Taiji è "ground zero" per il lucroso commercio internazionale di delfini vivi. Questi esseri sociali altamente intelligenti vengono rubati alle loro famiglie in natura e costrette a un'esistenza solitaria e confinata, a effettuare esercizi per ricevere il loro pasto", spiega Sea Shepherd. "Il motto della Aspro International –aggiunge la guardiana della baia Melissa Sehgal- è 'la sopravvivenza del genere umano dipende da esseri viventi che coesistono in armonia. È quindi inconcepibile che la filosofia della fondazione sull'importanza dell'armonia con la natura non si estenda ai delfini di Taiji. Con l'acquisto di delfini catturati nella baia stanno contribuendo indirettamente all'orribile spargimento di sangue che avviene qui". Ovvero la mattanza degli animali destinati al consumo di carne, resa tristemente famosa dal pluripremiato documentario "The Cove".

delfino catturato

Aspro International gestisce 41 parchi di divertimento e di intrattenimento in tutta Europa: 13 in Spagna, 9 in Francia e 9 nel Regno Unito, 5 in Finlandia, 2 nei Paesi Bassi e altri 3 rispettivamente in Portogallo, Svizzera e Belgio. Almeno la metà sono parchi marini. Il bello è che la società collabora con l'Aspro Natura Foundation, i cui obiettivi sono "la protezione della natura e dell'ambiente e la sensibilizzazione dell'opinione pubblica sull'importanza della conservazione della biodiversità".

Anche per questo Sea Shepherd invita a chiamare e spedire fax o e-mail per chiedere alla Aspro International di non contribuire a questo tremendo spargimento di sangue. Qui di seguito tutti i recapiti: modulo di contatto del sito; pagina facebook; e-mail: [email protected] ; indirizzo: ASPRO OCIO, S.A. c/Oquendo 23, 2ª planta, 28006 Madrid, Inscrita en el Registro Mercantil de Madrid: Hoja M 12392, Tomo 564, Folio 14, CIF: A79256871; telefono +34 91 562 50 10, fax +34 91 561 56 49. Infine, ecco una petizione da firmare (clicca qui). Ricordiamo loro che i delfini non sono giocattoli per il nostro intrattenimento.

Roberta Ragni

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