immagine

La caccia non è uno sport. Lo crede fermamente il Costa Rica, destinato a diventare il primo paese del continente americano a vietare la caccia come attività "ricreativa", dopo l'approvazione del disegno di legge sulla conservazione della natura con 41 voti favorevoli e solo 5 contari. La presidente Laura Chinchilla, che sostiene il provvedimento, prevede ora di firmare la misura nei prossimi giorni.

Nel Paese dell'America Latina, una delle nazioni con la più alta densità di biodiversità al mondo, giaguari, armadilli, cervi, bradipi e diverse specie di scimmie, così come un'ampissima varietà di uccelli, anfibi e rettili saranno quindi al sicuro. Presto i cacciatori che violano il divieto dovranno pagare una multa fino a 3.000 dollari. Secondo Diego Marin, uno dei promotori della riforma, bandire la caccia non serve solo a proteggere le specie animali, ma anche a sostenere uno dei settori più ricchi del paese, il turismo naturalistico, con oltre 300mila visitatori all'anno.

L'Ente Nazionale Protezione Animali, con una lettera all'ambasciatore del Costa Rica, ha espresso il suo più vivo compiacimento per la coraggiosa scelta politica. "Un Paese lungimirante, che ha saputo valorizzare le sue importanti risorse naturalistiche attirando ogni anno migliaia di turisti che possono osservare numerose specie animali uniche nel pianeta. In questo senso l'eliminazione della caccia è un vero e proprio passo da gigante che il Governo ha deciso di compiere a tutela non solo di specie rare e preziose, ma anche per promuovere la propria economia, basata soprattutto sul turismo", commenta in una nota l'Enpa.

Una politica, questa, che dovrebbe essere un esempio anche per il nostro Paese, dove, nonostante l'alto indice di biodiversità, le tutele sono gravemente insufficienti. "Cementificazione selvaggia, distruzione di habitat, bracconaggio e caccia a specie anche in grave crisi compromettono ogni giorno questo patrimonio prezioso, che continua ad essere sottovalutato", continua l'Enpa. In materia venatoria, poi, l'Italia continua a collezionare procedure d'infrazione e a ignorare "non solo la volontà dei suoi stessi cittadini, nettamente contrari alla caccia, ma anche gli autorevoli pareri scientifici che lanciano continui allarmi per la vita di numerose specie selvatiche".

A pagarne le spese, non sono solo gli animali e gli uomini sempre più spesso vittime dei fucili, ma anche il settore turistico: "basti pensare al turismo naturalistico e agli agriturismi, che durante la stagione di caccia vengono evitati anche a causa dei pericoli per la pubblica incolumità", conclude l'associazione. Per questo l'Italia dovrebbe rilanciare una seria politica di tutela della natura che, insieme al nostro inestimabile patrimonio artistico, potrebbe rappresentare la nostra vera fonte ricchezza, unica in tutto il mondo, con indubbi vantaggi anche per l'economia turistica.

Roberta Ragni

geronimo stilton

Trocathlon

Torna il mercatino dell'usato di Decathlon che fa bene all'ambiente e al portafogli

greenMe su Instagram

Sei su Instagram?

Le nostre foto +belle, le notizie che +ami, il tuo giornale sempre con te!

dieta
integratori
lievito madre
ricette vegane
ricette vegetariane
riciclo creativo
rimedi naturali
yoga
sai cosa compri
seguici su facebook
corsi greenme
whatsapp gratis
seguici su instagram