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Non solo shark finning. A minacciare la sopravvivenza degli squali c'è anche la "shark cartilage", la cartilagine di squalo, entrata purtroppo a far parte negli ultimi anni di moltissimi prodotti presenti soprattutto nel mercato del naturale, dalle creme cosmetiche agli integratori alimentari.

Questo "ingrediente" sarebbe in grado di abbassare le concentrazioni di colesterolo e trigliceridi nel sangue prevenendo la coagulazione, fornirebbe proteine e mucopolisaccaridi che favoriscono l'integrità del tessuto connettivo, oltre a calcio, fosforo organico e magnesio, e avrebbe persino presunte proprietà antitumorali. Ma il dottor Francesco Perugini Billi, medico chirurgo specializzato in medicina naturale, nel suo articolo dal titolo tristemente significativo "Cartilagine di Squalo, un inutile massacro", spiega come tutte le ricerche scientifiche sulla bassa incidenza di tumori negli squali siano state strumentalizzate grazie a una serrata campagna pubblicitaria per indurre al consumo di questo ingrediente, promossa proprio dalle compagnie che lo commercializzano "spesso con l'appoggio di pseudoscienziati. Fu subito un business da miliardi di dollari", afferma il medico.

La vera esplosione arrivò nel 1992, quando il Dr. William Lane pubblicò il libro "Gli squali non si ammalano di cancro", in cui, citando studi controversi, proponeva la cartilagine di squalo come nuova cura miracolosa per il cancro. Ma, al di là della questione scientifica, ammesso che vi siano sostanze antitumorali, antinfiammatorie o antiossidanti nella cartilagine di squalo, è bene ricordare che queste possono essere tranquillamente ed efficacemente sostituite con altre più eco-sostenibili. "La cartilagine e l'olio di squalo non hanno nulla di unico. Alcune delle sostanze a cui si attribuiscono proprietà antitumorali possono essere addirittura sintetizzate. Purtroppo, recentemente ci si è messa anche la cosmetica. Sul mercato sono uscite tutta una serie di creme e cremine per la bellezza. Una idiozia. Massacrare gli squali è veramente inutile e stupido", racconta Perugini Billi.

Anche perché, lo sfruttamento economico della cartilagine di squalo significa una vera e propria devastazione delle popolazioni mondiali di questo magnifico animale. "Le popolazioni americane si sono ridotte di ben l'80%! Una compagnia americana che commercializza cartilagine di squalo e situata in Costa Rica massacra oltre 111.000 squali all'anno. Alcuni stimano, per difetto, che negli oceani che bagnano le Americhe gli squali uccisi siano altre 200.000 al mese. Considerato che alcune grandi specie di squali raggiungono la maturità sessuale dopo i 12 anni e possono procreare 1 o 2 piccoli squali ogni 1-2 anni, appare chiaro che questo eccessivo sfruttamento porterà presto a conseguenze disastrose per gli equilibri ecologici del mare", conclude il dottore. Gli squali, insomma, vanno lasciati dove sono: occhio agli ingredienti dei prodotti che comprate.

Roberta Ragni

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