farmaci generici animali

Farmaci generici anche per gli animali per abbattere i costi elevati delle cure mediche per i pets. È la proposta avanzata dal Pd Toscana che ha avviato una raccolta di firme per sollecitare Stato e Regione all’estensione della prescrizione medica del farmaco generico, con la sola specifica del principio attivo, anche in ambito veterinario.

La proposta presentata dal responsabile Pd Toscana “Benessere e tutela animale” Alberto Lenzi, durante l’iniziativa “Salute e tutela animale”, insieme alla senatrice Silvana Amati, responsabile nazionale Pd Benessere animale, a Enrico Loretti, responsabile Igiene urbana veterinaria Asl Firenze e a Marco Innocenti Degli, di Enpa Toscana.

Secondo la normativa attualmente in vigore, i veterinari non possono prescrivere ai loro pazienti animali farmaci per uso umano, nel caso in cui siano disponibili medicinali veterinari, evidentemente più costosi, e con le stesse indicazioni terapeutiche.

Secondo quanto stimato dall'Enpa, in alcuni casi il passaggio dai medicinali umani ai farmaci veterinari comporta iun aggravio ben superiore al 100%. Ecco alcuni esempi. Il costo della ranitidina (gastroprotettore per ulcera), ad esempio, è aumentato da 8,59 a 16 euro; quello delle cefalosporine (un potente battericida) da 3,9 euro a 27,5, mentre il Benazepril - un farmaco indicato per l’insufficienza cardiaca – è passato da 7,76 euro a 18,9.

Tali costi chiaramente si riferiscono alla singola confezione e non all’intera durata della terapia che a volte può anche prolungarsi nel tempo e in alcuni casi può essere prescritta per l’intera vita del nostro animale.

"Condividiamo la necessità di garantire maggiore sicurezza ai pazienti animali, ma non comprendiamo il motivo per cui nel nostro Paese i farmaci veterinari abbiano costi così esorbitanti, che riteniamo ingiustificati", spiega l'Enpa in un comunicato: "Per questo apprezziamo l’iniziativa promossa dal PD toscano e dalla Senatrice Silvana Amati - una raccolta di firme per l’introduzione dei farmaci generici veterinari - che va nella direzione da noi auspicata di combattere il 'caro-farmaci' per i pet".

"Si tratta di una maggiorazione ingiusta, che risponde a una logica di profitto e che non si giustifica altrimenti, perché il principio attivo è il medesimo" ha detto Ilaria Ferri, direttore scientifico dell'Enpa.

"Il divieto d’uso attuale per questi farmaci è legato solo a ragioni commerciali, prendersi cura di un animale non può essere un costoso privilegio, soprattutto in momenti di crisi come questo", precisa Lenzi. "Stiamo lavorando a una proposta di legge che istituisca un garante nazionale dei diritti degli animali, vogliamo che siano rispettate meglio le normative europee riguardanti la vivisezione e puntiamo a affrontare le problematiche del randagismo e degli abbandoni, cresciute con la crisi economica e a migliorare l’educazione al rapporto con gli animali, anche con programmi specifici nelle scuole" conclude Amati.

Francesca Mancuso

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