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Green Hill: finalmente qualcosa si muove davvero. ll Corpo forestale dello Stato sta eseguendo il sequestro dell'ormai nota azienda di Montichiari, che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione. Tra i reati contestati all'azienda quello di maltrattamento di animali.

Alle operazioni di ispezione e sequestro della struttura, disposte dalla Procura della Repubblica di Brescia, partecipano 30 forestali appartenenti ai Comandi provinciali di Brescia, Bergamo e al Nucleo investigativo per i reati in danno agli animali, Nirda, e gli agenti della questura di Brescia. In questo momento si sta procedendo al sequestro di cani di razza beagle, sia cuccioli che adulti, e dell'intera struttura, costituita da quattro capannoni, uffici e relative pertinenze, per un totale di circa 5 ettari.

La notizia si sta diffondendo velocemente sul web, i social media, in cui iniziano a proliferare post di gioia e soddisfazione, stanno impazzendo. Gli animalisti, che da tempo denunciano le condizioni di vita dei cani beagle all'interno di questo orrendo lager, esultano. Ma c'è anche chi invita subito a mantenere la calma e attendere i prossimi sviluppi. Occupy GreenHill scrive su facebook: "non venite a Montichiari! Lasciamo lavorare in pace gli inquirenti. Grazie e condividete!". Nel frattempo, secondo alcune indiscrezioni, sarebbero almeno tre gli indagati per il reato contestato dal Corpo Forestale dello Stato. Certo, la Marshall Farm è potente e sostenuta dai politici, come fa notare qualcuno sul web, ma si tratta comunque di un grande risultato.

Che ne sarà dei cani sequestrati?

Non è ancora dato saperlo. Quel che è certo è che, anche se dovessero rimanere nella struttura per motivi tecnici, come è probabile che accada, comunque non potranno essere inviati ai laboratori di vivisezione. Un gran passo in avanti, nella speranza che escano fisicamente da lì il prima possibile, che hanno fortemente voluto anche Eleonora, Elisabetta e Paolo, i cittadini in sciopero della fame da giovedì 12 luglio, proprio in favore dei beagle e contro l'ennesimo rinvio da parte del Senato degli articoli relativi alla Legge Comunitaria 2011, conl'articolo 14 e le sue le disposizioni relative alla sperimentazione animale.

"Anche grazie all'attivismo e all'impegno di persone come loro –aveva detto l'eurodeputato Andrea Zanoni- riusciremo un giorno a dire addio a quella pratica barbara e obsoleta costituita dalla vivisezione". L'interesse pubblico e l'impegno in prima persona, continuava Zanoni, "sono fondamentali per raggiungere l'obiettivo che tutti noi auspichiamo da tempo: dire basta alla vivisezione". E oggi ne abbiamo avuto la prova.

Siamo davvero felici di aver contribuito a porre fine alla barbarie di Green Hill” -commenta Stefano Ciafani, vice presidente di Legambiente - L’esposto era un atto dovuto scaturito dalle notizie che il nostro avvocato David Zanforlini ci ha riferito a seguito di un suo accesso alla struttura per le indagini difensive. Quello che è emerso è stato uno scenario drammatico: una fabbrica di dolore e sofferenza inaccettabile. Abbiamo deciso così di usare gli strumenti che una società democratica consente, cioè la via giudiziaria: grazie al nostro legale ci siamo rivolti al magistrato e abbiamo illustrato quanto era stato rilevato in occasione dell'accesso, un’iniziativa che si è dimostrata molto più utile all'accertamento della verità rispetto ai numerosi controlli fatti dagli organi competenti in precedenza”.

La nostra azione - aggiunge David Zanforlini, avvocato del Centro di azione giuridica di Legambiente - dimostra l’insufficienza del controllo amministrativo e l’opportunità, riconosciuta anche dalla nuova direttiva comunitaria n. 2010\63\EU (artt. 34 e 35) di controlli effettuati anche senza preavviso. Comunichiamo solo oggi del sequestro per il rispetto del lavoro della magistratura e seguiremo gli sviluppi dell’indagine offrendo tutto il supporto tecnico scientifico a nostra disposizione. Certo è che il problema della sperimentazione è molto più ampio di quello ora affrontato e tocca principi etici che non possono essere aggirati da affermazioni demagogiche e plateali; serve in particolare che il cittadino, prima, ed il consumatore poi, possano giudicare con serenità le scelte da fare via via. Al momento, la legge in vigore in Italia sembra tutelare, più che le persone solo una macchina industriale, fatta più per profitto che per interessi generali”.

Almeno oggi però, è un giorno migliore.

Roberta Ragni

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