cane canile palermo

Lasciato morire al sole. Caldo asfissiante e difficoltà respiratorie avrebbero provocato negli scorsi giorni la morte di un cane che non sarebbe stato adeguatamente soccorso presso il canile municipale di Palermo. A contribuire al decesso sarebbe stata proprio la mancanza di aiuto da parte del personale del canile, unita alla probabile assenza di un macchinario adatto ad essere utilizzato in caso di difficoltà respiratorie negli animali. Le gravissime condizioni del cane sono state riprese tramite un video, girato indisturbatamente.

La notizia delle pessime condizioni in cui l'animale versava è stata resa pubblica proprio attraverso un filmato girato da un testimone, nel quale si vedono scorrere delle immagini shock, che ritraggono il cane mentre cerca di impiegare tutte le proprie forze per cercare di respirare, in un ultimo slancio verso la sopravvivenza. Sembra che il cane si trovi su di una sorta di barella e che sia stata applicata una flebo, nonostante ciò, l'animale si trova solo, all'aria aperta, sotto il sole cocente, così abbandonato da poter permettere ad una persona di avvicinarsi e filmare quanto stava avvenendo senza che alcuno intervenisse per tentare di fermare le riprese.

Si ipotizza che il canile municipale del capoluogo siciliano fosse al completo e non avesse dunque spazio per accogliere un nuovo ospite, nonostante le condizioni disperate in cui il cane si trovava. Pare che una volontaria, nonostante il sovraffollamento, sia riuscita ad un certo punto a condurlo al canile, dove, poiché sarebbe stato ormai troppo tardi, sarebbe morto di lì a poco. A contribuire al decesso, potrebbe essere stata la non ancora confermata - e, se lo fosse, ingiustificabile - mancanza di un macchinario per l'ossigeno presso la struttura di accoglienza per animali. Tale macchinario si sarebbe trovato altrove al momento del bisogno.

È possibile che il macchinario in questione fosse stato trasportato presso l'isola di Lampedusa in occasione dell'inaugurazione di un centro locale per la sterilizzazione di cani e gatti randagi, alla quale avrebbe presenziato il sottosegretario Elio Cardinale. Da Lampedusa pare sia stato negato il recapito di un simile strumento da parte del canile municipale di Palermo, presso il quale non appare certo vi siano regolarmente a disposizione delle bombole d'ossigeno, una delle quali pare si trovasse a Lampedusa, accompagnata da un tavolo operatorio.

Le motivazioni per cui il cane, dotato di microchip, non sia stato soccorso correttamente dovranno essere chiarite ed approfondite. In proposito sarebbe stata presentata formale denuncia presso la Polizia Giudiziaria. L'evento non contribuirebbe che a confermare come la struttura del canile municipale palermitano versi in condizioni che non permettono di eseguire interventi di primo soccorso in caso di situazioni di emergenza. Essendo al completo, esso non potrà dunque accogliere per lungo tempo nessun randagio bisognoso di ospitalità. La notizia non farebbe altro che confermare le accuse già rivolte nei giorni precedenti all'accaduto nei confronti del canile di Palermo, una struttura che sarebbe ormai obsoleta ed inadatta all'accoglienza ed alla cura degli animali in pericolo.

Marta Albè

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