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Non solo uomini e primati. Ad avere un pensiero e un cervello molto complesso sono anche delfini, cani ed elefanti. Questi animali hanno un forte senso di identità sociale, sono empatici, riescono persino a comprendere concetti astratti. Ma siamo proprio sicuri che un animale per essere intelligente debba acquisire le stesse facoltà dell'uomo?

Delfini. I delfini sono creature davvero distanti dagli esseri umani, eppure, quando si tratta di intelligenza, il loro comportamento sociale e la complessa capacità di comunicazione, li rendono, tra tutti gli esseri viventi, probabilmente i più simili all'uomo, persino più delle scimmie. "Capiscono cosa vuol dire zero e i concetti astratti. Fanno tutto ciò che sono in grado di fare gli scimpanzé bonobo. Il fatto è che sono da un lato molto diversi da noi, dall'altro tanto simili, allo stesso tempo", spiega Lori Marino, neuroscienziato della Emory University, specializzata nella ricerca sui delfini.

In effetti, più impariamo a conoscerli, più ci rendiamo conto di avere a che fare con animali straordinari: questi mammiferi si riconoscono allo specchio. Non solo sanno chi sono, ma hanno anche un senso di chi, dove e quali sono i loro gruppi. Interagiscono tra loro, comprendendo bene la salute e i sentimenti degli esemplari. E lo fanno in un modo così così veloce "che sembra siano collegati tra loro", ha detto Marino.

Cani. Uno strumento straordinario dei cani è la loro capacità di interagire con gli esseri umani, come dimostra il fatto che sappiano capire quando un essere umano è in difficoltà, offrendogli conforto. Possono inoltre capire oltre 150 parole, secondo quanto sostiene lo psicologo e ricercatore canino Stanley Coren, della University of British Columbia, autore di molti libri sui cani ed il loro comportamento. E sono anche in grado di risolvere problemi complessi.

Elefanti. Poi ci sono, loro, questi enormi animali empatici, che si aiutano a vicenda e sanno lavorare insieme. In un classico esperimento di cooperazione, che consiste nel procurarsi cibo solo se due animali tirano le estremità opposte di una corda nello stesso tempo, capiscono come fare a prendere il cibo molto più velocemente di uno scimpanzé, come spiega il ricercatore Josh Plotnik, responsabile della ricerca sugli elefanti del Golden Triangle Asian Elephant Foundation, in Thailandia. "In natura, ho visto elefanti fermarsi e collaborare per salvare un altro elefante caduto in un pozzo. C'è qualcosa nell'ambiente, nell'evoluzione che ha reso questa specie unica", dice Plotnik.

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Insomma, l'intelligenza può essere definita in molti modi. E queste tre creature sono straordinariamente intelligenti. Ma anche gli uccelli, l'ape, il grillo o il polpo hanno mostrato di essere capaci di elaborare complesse mappe mentali. Ecco perché, per dimostrare che sono intelligenti, gli animali non devono essere per forza snaturati o antropomorfizzati. Lo spiega bene l'etologo Danilo Mainardi, che nel suo libro "L'intelligenza degli animali" invita a osservare gli altri esseri viventi con la mente sgombra da pregiudizi.

Bisogna pensare senza "la smania di letture simboliche o antropomorfizzanti, tenendo presente che la straordinaria varietà di forme e comportamenti presenti in zoologia è l'espressione delle tante sapienze di cui la vita è pervasa", si legge nella recensione dell'opera. Insomma, non è possibile costruire una gerarchia delle intelligenze, ma prendere atto, con ammirazione, della loro pluralità, sì.

Roberta Ragni

Guarda il video del delfino che bacia il cane

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