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Guerra d'avorio. Il commercio di corna di rinoceronte ha un nemico in più. Ed è piuttosto famoso. È il Principe William, che ha definito le persone coinvolte nel traffico illegale "estremamente ignoranti, egoiste e completamente nel torto". E ha ragione visto che questi animali, insieme agli elefanti, rischiano a breve di scomparire dalla faccia della terra, come racconta un duro documentario di Discovery Channel.

Malgrado le azioni dei programmi di conservazione, in natura non restano che pochissimi esemplari di rinoceronte nero occidentale, anzi, secondo l'ultimo aggiornamento globale delle specie minacciate della Lista Rossa dell'International union for conservation of nature (Iucn), questa sottospecie è ormai estinta. Tutta colpa dell'altissimo valore economico attribuito al suo corno, che vale più dell'oro per via della fortissima domanda provenienti da alcuni paesi, soprattutto asiatici, dove si ritiene che possa avere proprietà afrodisiache e terapeutiche.

Quando l'inviata della BBC Breakfast ha chiesto al principe inglese cosa pensasse di tutte quelle persone che, sebbene al corrente della situazione dei rinoceronti, continuano a cacciarli illegalmente o a comprare le loro corna, William ha risposto: "penso che siano estremamente ignoranti. Credo siano egoisti e non sappiano che quello che fanno è totalmente e completamente sbagliato. Mi fanno arrabbiare". Il bracconaggio ha avuto un impatto drammatico sulle popolazioni di rinoceronti allo stato brado, continua il bel principe, "se non facciamo qualcosa, sarà una grave perdita per tutti" .

Alla domanda su cosa avrebbe voluto dire a coloro che cacciano il rinoceronte, William ha risposto: "il mio messaggio per loro è semplice: fermatevi. Bisogna educare le persone e far capire loro che quando si acquista il corno di rinoceronte, o qualsiasi prodotto fatto d'avorio, bisognerebbe riflettere sul fatto che apparteneva a un animale che è stato abbattuto solo per questo ornamento decorativo che avete sul vostro caminetto", conclude William, confermando che la Royal Family è amica degli animali. O almeno una parte, visto che Kate pare sia solita indossare pellicce.

Ma i rinoceronti non sono gli unici animali a rischio per via dell'avorio. Anche l'elefante è vittima del bracconaggio e del commercio illegale del prezioso materiale, come spiega dettagliatamente il documentario "Ivory Wars", "Guerre d'avorio", realizzato da Discovery Channel, in collaborazione con la BBC, sulle pratiche illegali di bracconaggio e la vendita dell'avorio degli elefanti africani.

In onda in anteprima su Discovery Channel sabato 23 giugno, "Ivory Wars" arriva 23 anni dopo la messa al bando internazionale del commercio di avorio della CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione), proprio per dimostrare che in Africa gli elefanti sono di nuovo sotto assedio. Queste creature intelligenti e vulnerabili vengono uccise in numero sempre maggiore per le loro zanne d'avorio, destinato principalmente all'Estremo Oriente, in particolare la Cina, dove la domanda è molto alta.

"Con le uccisioni degli elefanti africani che continuano ad un ritmo allarmante, è giunto il momento di portare nuovamente la questione alla ribalta e di informare gli spettatori sulla situazione di questi magnifici animali", ha detto Eileen O'Neill, Presidente del Gruppo Discovery e TLC Networks. Fred O'Regan, presidente dell'International Fund for Animal Welfare (IFAW) rincara la dose: "Ora è tempo di agire! L'anno scorso è stato l'anno peggiore mai registrato. Le popolazioni di elefanti, in particolare quelle in Africa occidentale e centrale, vengono decimate per colmare l'insaziabile domanda di avorio in Oriente, in particolare la Cina. Non possiamo permetterci di tornare alle guerre d'avorio degli anni '80. Gli elefanti africani non sopravvivranno questa volta".

E sono in molti a temere che, se la Cina non frenerà il suo enorme appetito d'avorio, il futuro a lungo termine degli elefanti africani sarà praticamente inesistente. Proprio come quello del rinoceronte E non è un problema solo per gli animali uccisi a causa delle loro zanne o del loro corno: in sei anni, la guerra dell'avorio ha provocato la morte di 12 rangers e di oltre 60 bracconieri nel solo Kenya. Ma l'avorio è un grande business che non si ferma davanti a niente e il bracconaggio continua.

Roberta Ragni

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