manifestazione green hill

Doveva essere una giornata fondamentale, quella di oggi, per la lotta contro la vivisezione: oggi la XIV Commissione del Senato avrebbe dovuto riunirsi e pronunciarsi sull'atteso art.14, che prevede norme più restrittive in termine di vivisezione. Ma ieri pomeriggio, mentre le strade si riempivano di manifestanti, è arrivata la notizia dello slittamento della presentazione degli emendamenti, rinviato alle ore 12.00 di mercoledì 16 maggio.

Nel frattempo, il cuore d'Italia e d'Europa ha detto basta a questo massacro indiscriminato, con migliaia di persone in tutto il mondo scese in piazza per chiedere a gran voce la chiusura di Green Hill, primo importante traguarda nell'ottica di un obiettivo finale ben più grande, quello di una ricerca senza animali. Una chiusura fondamentale per sottolineare come solo un cambiamento legislativo possa portare a un concreto cambiamento nella sorte dei milioni di animali utilizzati e uccisi nel nome di una falsa scienza.

Così Consolati e ambasciate italiani in 5 diversi continenti sono stati teatro, nella giornata mondiale contro Green Hill e la vivisezione, di proteste pacifiche, da Londra a Madrid, passando per Parigi, proprio mentre anche le piazze italiane si riempivano di animalisti che hanno urlato il loro "no alla vivisezione e sì alla liberazione dei tutti gli animali". Così, la fotografia del cucciolo di beagle che viene salvato attraverso il fino spinato è stata la portavoce di tutti gli animali che soffrono per la vivisezione. "Green Hill assassini e torturatori", "Nessuna pace per gli aguzzini", "Basta vivisezione, è ora di agire per la liberazione": questi alcuni degli slogan scanditi dai manifestanti, molti dei quali con i loro amici non umani al seguito.

A Roma, al Pantheon, c'è stato qualche momento di tensione, con due persone fermate e identificate dalla Polizia. Secondo indiscrezioni stavano filmando le forze dell'ordine che avevano iniziato i manifestanti ad andare via già mezz'ora prima dalla fine dell'orario concordato.

Molto sentita, invece, la protesta a Brescia, dove centinaia di persone hanno partecipato al presidio organizzato dal Coordinamento Fermare Green Hill in Corso Zanardelli, anche per esprimere solidarietà ai 12 fermati che attendono ancora di essere processati . "Liberare vite non è un crimine - ripetono dal Coordinamento - Noi ci battiamo per una scelta consapevole, un obiettivo antispecista. Basta vivisezione, è ora di agire. È tempo di agire per la liberazione".

Intanto proprio oggi le prime 100.000 firme raccolte dalla LAV in poche settimane in tutta Italia, a sostegno del positivo articolo 14 del Disegno di Legge Comunitaria 2011 sui criteri e i vincoli di recepimento della direttiva europea sulla vivisezione, sono state consegnate oggi al Presidente del Senato Renato Schifani.

Roberta Ragni

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