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Mentre in Italia si cerca di risolvere il “problema” del sovrannumero di piccioni nelle grandi città con le maniere forti, in Belgio si esamina un rimedio piuttosto stravagante per rendere innocui i loro escrementi. La città di Como ha recentemente dato inizio alla caccia ai piccioni, decidendo di arruolare ottanta cecchini, un provvedimento estremo che continuerà sicuramente a fare discutere gli animalisti e che probabilmente non sarebbe necessario se l’idea del belga Tuur Van Balen si fosse già completamente rivelata innocua e concretizzata.

Van Balen si occupa di applicare il design alle nuove tecnologie scientifiche in modo da facilitare la convivenza tra i cittadini, l’ambiente urbano e i sempre minori elementi naturali che riescono a sopravvivere al suo interno. Tra di essi vi sono i piccioni, i cui escrementi sono spesso considerati un vero e proprio flagello nel timore che possano veicolare malattie e rovinare i monumenti e le bellezze artistiche delle nostre città, già peraltro ampiamente minacciate dallo smog, di cui per altro siamo noi gli unici responsabili. Come risolvere la questione?

Dal 2010 Van Balen lavora con il biologo James Chappell al fine di mettere a punto uno speciale batterio in grado di essere somministrato ai piccioni affinché, tramite i processi digestivi, il cibo da loro ingerito venga trasformato non in comuni escrementi, ma in sapone. L’idea, che potrebbe apparire completamente assurda, ha ricevuto il supporto del Ministero belga della Cultura e della Commissione Fiamminga per l’Architettura ed il Design.

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Van Balen è cosciente di come l’applicazione del batterio al di fuori dell’ambiente di laboratorio possa andare incontro a complicazioni etiche e legali. Il batterio non ha quindi ancora avuto alcuna applicazione sugli animali, ma sembra in grado di svolgere il proprio compito in provetta. Egli sostiene che esso sia in grado di influire nei processi digestivi che avvengono all’interno dell’intestino dei piccioni tanto da riuscire a trasformare le sostanze di scarto destinate all’espulsione in sapone “biologico”. Ci si chiede però se sia giusto asservire un essere vivente ai nostri bisogni alterando lo svolgimento naturale dei processi in corso nel suo organismo e se la somministrazione del batterio possa essere dannosa per i volatili.

Pare che simili dubbi stiano attanagliando lo stesso Van Balen, che, d’altra parte, non vorrebbe rinunciare ad un progetto – denominato Pigeon D’Or – che potrebbe a suo parere rivelarsi in qualche modo utile, se soltanto non arrecasse danni alla salute dei piccioni. Oltre che agli esperimenti di laboratorio, egli si sta dedicando alla progettazione di speciali strutture dedicate ai piccioni, in cui fornire ad essi il nutrimento necessario e realizzate in modo da poterne raccogliere gli escrementi, che potrebbero essere utilizzati direttamente come detergente da impiegare per la pulizia dei finestrini dell’auto. Bisogno reale o semplicemente pura follia?

Marta Albè

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