harlan

Che ne è stato dei 104 macachi detenuti nei laboratori di Corezzana, in Brianza? E della restante parte delle 900 scimmie in totale autorizzate per l’importazione in Italia? Verranno liberate o no? Domande che ancora oggi restano senza risposta. Dalla Harlan Laboratories Inc di Indianapolis (Stati Uniti), 3.000 dipendenti sparsi in ben 12 Nazioni, tutto tace.

Diventa sempre più misterioso, infatti, il caso Harlan: la quarantena è finita, ma i macachi non sono stati ancora liberati, nonostante mass media e animalisti si siano mobilitati per salvare questi animali che, catturati in natura e ingabbiati, rischiano di subire enormi atrocità e torture nei laboratori in cui si effettua ancora un’anacronistica sperimentazione animale.

A distanza di oltre un mese dallo scoppio della vicenda, su queste povere scimmie destinate alla vivisezione è calato un’assordante silenzio, interrotto solo dall’incessante voce dei vari gruppi animalisti che vogliono vederci chiaro a tutti i costi. Nessuna notizia è arrivata da parte di David Broken, numero uno di Harlan, che aveva rassicurato con tante belle parole l’On.le Michela Vittoria Brambilla, promettendo che gli animali non sarebbero stati spediti all'azienda farmaceutica che le voleva usare in esperimenti scientifici.

La verità è che sulle scimmie della Harlan nessuno è in grado di dare più alcuna notizia. Nemmeno la presentazione di un esposto alla Procura di Monza da parte dell'associazione "Freccia 45" ha dato i frutti sperati: "il Procuratore non si è ancora pronunciato in merito”, spiega Susanna Chiesa, presidente di Freccia 45, che il 21 febbraio ha avuto la soffiata del carico di macachi diretto in Brianza scaricato all’aeroporto di Roma Fiumicino da un aereo dell’Air China.

Intanto, la Brambilla ha formalizzato la sua richiesta di acquisto dei macachi, chiedendo di comprarli al prezzo che avrebbero presentato ai loro clienti, ovvero circa 2000 euro per esemplare. “Quelli della Harlan non hanno neppure risposto, – spiega Susanna Chiesa- questo silenzio ci preoccupa. Tutte le promesse fatte dai politici sino ad oggi sono state vane: i macachi non sono stati comprati e non sono salvi”.

Verranno inflitte a questi magnifici primati, così simili a noi e strappati al loro ambiente naturale, terribili sofferenze sui tavoli dei laboratori di mezza Europa? Almeno questa risposta la conosciamo, ed è chiara e limpida come il sole: se non si farà niente per loro, la risposta è un amarissimo sì.

Roberta Ragni

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Trentino

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