Fonte Foto: montichiaricontrogreenhill.blogspot.it

Il Comitato Montichiari Contro Green Hill ha consegnato al senato, nella giornata di ieri, oltre 91 mila firme raccolte a partire dal 22 maggio 2010 tramite presidi svoltisi a Roma, Milano e Montichiari nel corso degli ultimi due anni. La presentazione delle firme è volta ad accelerare l'azione del Senato rispetto all'approvazione di quello che è stato battezzato "Emendamento anti Green Hill". La speranza degli animalisti è che il lager di Montichiari possa essere chiuso al più presto.

Il presidio romano era stato preannunciato nel corso di una delle più eclatanti azioni di protesta organizzate dagli attivisti. Poco più di una settimana fa – martedì 20 marzo – un gruppo di giovani si era volontariamente incatenato alla sede degli uffici dell'allevamento di Montichiari, per mostrare la propria avversione verso i maltrattamenti subiti dai beagle destinati alla vivisezione ed alla sperimentazione scientifica allevati all'interno di Green Hill.

Secondo quanto riferito dagli organizzatori, la manifestazione romana si è svolta con il sostegno di 200 partecipanti, tra cui numerose persone che portavano con sé i moduli contenenti le decine di migliaia di firme raccolte. Il presidio ha inoltre attirato l'attenzione di molti cittadini romani, che si sono dimostrati interessati a quanto stava accadendo. La raccolta delle firme non si fermerà qui. Gli attivisti continueranno a raccogliere i nominativi di coloro che si oppongono non solo al fatto che Green Hill possa proseguire la propria attività, ma anche all'impiego di animali, appartenenti a qualsiasi specie, per la sperimentazione scientifica.

Il Senato avrebbe accolto la consegna delle firme piuttosto frettolosamente, ma lasciando intendere l'intenzione di un incontro ravvicinato con la delegazione animalista per la prossima settimana, come promesso dalla Presidente della XIV Commissione, la Senatrice Rossana Boldi, alla quale il Comitato aveva già richiesto un colloquio quindici giorni fa. Il fatto che l'incontro sia slittato di una settimana, lascia supporre che sia stata rimandata la presentazione alla Commissione del Senato degli stessi emendamenti legati al caso Green Hill, con particolare riferimento all'articolo che dovrebbe vietare in Italia l'allevamento di cani, gatti e primati destinati ai laboratori di ricerca.

Mentre il Senato sembra mostrare segnali di apertura sulla questione, a barricarsi nel vero senso della parola è la sede di Green Hill, che negli ultimi giorni si è circondata di filo spinato, probabilmente in segno di difesa nei confronti delle più recenti manifestazioni di protesta. Se la Commissione del Senato non lascerà cadere nel vuoto le richieste di un così elevato numero di cittadini, il destino di Green Hill potrebbe essere presto segnato.

Marta Albè

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