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Il Governo inglese ha pronunciato un secco no all’impiego di animali esotici nei circhi in territorio britannico. La risoluzione giunge dopo una campagna da parte degli animalisti iniziata sei anni fa, che lo scorso anno aveva portato alla presentazione presso il Parlamento di una proposta di legge volta a bandire dai circhi elefanti, scimmie, tigri, serpenti ed ogni animale selvatico costretto ai maltrattamenti più severi per il mero divertimento dell’uomo nel corso degli spettacoli circensi.

Restano ancora purtroppo al di fuori del decreto altri animali tradizionalmente impiegati nei circhi, che non rientrano tra le specie considerate esotiche. Ci riferiamo, ad esempio, ai cavali o ad animali domestici con cui noi tutti siamo abituati a convivere ed a considerare spesso al pari di amici di cui prenderci cura, come i cani. Si tratta certamente di un primo passo in avanti per l’Inghilterra, che è però ancora lontana da una nazione come la Grecia, a tutt’oggi al centro dell’attenzione dei media per ben altri motivi.

Eppure è necessario ricordare come la Grecia sia la seconda nazione al mondo ad aver portato a termine l’intento di mettere al bando dai circhi tutti gli animali, senza distinzione tra specie esotiche ed animali d’affezione. In ciò la Grecia è seconda solamente alla Bolivia, già protagonista di un boicottaggio senza precedenti nei confronti di Mc Donald’s, la nota catena di fast food che per la prima volta è stata costretta a chiudere i propri battenti a causa della scarsità di avventori.

Nella speranza che anche l’Italia possa seguire l’esempio greco e che la Gran Bretagna estenda il bando ad ogni specie animale senza esclusioni e distinzioni, resta un dato di fatto che, affinché il nuovo regolamento venga messo in pratica nella propria totalità, sarà necessario attendere altri due anni, il tempo previsto affinché esso possa entrare ufficialmente in vigore. Il Primo Ministro David Cameron ha in ogni caso reso noto che entro la prossima estate verranno stabilite una serie di rigide licenze volte a limitare e regolamentare l’impiego di animali esotici nei circhi. Rimane comunque una certa perplessità di fronte a come i politici britannici abbiano deciso di tutelare solamente una porzione degli animali tradizionalmente protagonisti dei numeri circensi. Gli animalisti, nel timore che il divieto possa essere ulteriormente rimandato, puntano ad una sua anticipazione ed all’inasprimento delle licenze già previste.

Gli animali possono ancora essere sfruttati come una fonte di guadagno basata su di un dubbio divertimento? I bambini sarebbero felici di assistere ai numeri da circo che vedono scimmie, cavalli ed elefanti come protagonisti, se sapessero i maltrattamenti che ognuno di essi è costretto quotidianamente a subire? Si tratta di questioni a dir poco basilari che ogni Paese dovrebbe porre a se stesso al fine di vietare torture e crudeltà gratuite nei confronti delle quali noi uomini, tanto saggi ed evoluti, non dovremmo ormai provare altro sentimento che la vergogna.

Marta Albè

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