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È tragico il bilancio dei botti di Capodanno, nonostante i divieti e le raccomandazioni. Non solo per gli uomini, ma anche per gli animali. Quelli morti, feriti e fuggiti dai a causa, alle ore 16 di ieri, erano più di mille solo tra cani e gatti. 132, infatti, i cani uccisi e 450 quelli fuggiti, mentre 105 sarebbero i gatti morti e oltre 500 quelli fuggiti. Questi i dati, secondo l’Aidaa, in base alle segnalazioni arrivate via email ed al telefono amico dell’associazione. Sarebbero comunque migliorati rispetto all’anno scorso, quando il bilancio finale registrava più del doppio dei casi, con 1000 morti tra cani e gatti e oltre 4.000 altri animali.

Quest’anno, afferma in una nota l'associazione animalista, la maggior parte delle segnalazioni di cani rinvenuti morti, per lo più di proprietà, arrivano dalle regioni del sud Italia, mentre, per quanto riguarda gli animali fuggiti, sia cani che gatti, il maggior numero di segnalazioni arriva da Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna. Altro dato interessante, oltre il 90% delle segnalazioni arrivate ad AIDAA provengono da città che non avevano applicato nessuna limitazione ai botti di capodanno.

Il fenomeno, però, è risultato essere particolarmente preoccupante in Campania. Francesco Emilio Borrelli, Commissario regionale di Verdi, ha parlato di una vera e propria strage con oltre 900 animali deceduti: “l'anno scorso -ha sottolineato- erano deceduti circa 800 animali in Campania a Capodanno, quest' anno dai primi dati siamo arrivati a oltre 900: una strage. Molti cani e gatti sono morti in modo orribile investiti da fuochi, dalle macchine in corsa e addirittura con bengala o petardi legati alle code”.

Solo oggi sarà possibile fare il quadro completo della situazione in relazione anche alle altre specie di animali rimasti uccisi o fuggiti, ma “quello dei botti di capodanno, visto anche il numero di morti e feriti tra gli umani, è sicuramente una questione di emergenza pubblica -dice l’Associazione- che produce un vero e proprio bollettino di guerra, ed appare evidente che le sole ordinanze pur positive non sono state sufficienti ad arginare il fenomeno che deve essere vietato per legge”.

Insomma, ora si è capito bene perché i sindaci di molti Comuni italiani avessero deciso di vietare fuochi d’artificio, petardi e spari. Ma delle “ordinanze anti botto” c’è chi se ne è altamente infischiato. Come a Bari o a Palermo, dove si è sparato come se niente fosse, anche in pieno centro cittadino, come dimostrano i video dei festeggiamenti che circolano su youtube.

Di sicuro, il tentativo di tenere sotto controllo i botti solo con le ordinanze, spesso emanate all’ultimo momento e senza una capillare informazione ai cittadini, non ha funzionato. Eppure, nonostante ciò, un piccolo miglioramento sembra esserci stato. Un piccolo, piccolissimo passo in avanti che, speriamo, l’anno prossimo possa tradursi in misure più efficaci ed efficienti, come migliore informazione, maggiori controlli e, magari, il divieto assoluto di vendita dei botti. Solo così le stragi di poveri animali innocenti a Capodanno, forse, cesseranno.

Roberta Ragni

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