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In Australia è in atto un vero e proprio sterminio di canguri. A denunciarlo sono state le associazione animaliste e gli ambientalisti australiani che hanno puntato il dito contro il Ministro dell'Ambiente, Tony Burke. Quest'anno, infatti, il governo avrebbe dato il via libera per l'abbattimento di oltre 400mila animali.

Questi ultimi sarebbero stati uccisi sia per utilizzarne le pelli sia per il commercio delle carni, il cui trattamento, a detta del Ministro offre posti di lavoro e un fiorente mercato. Ma il prezzo da pagare a nostro avviso è troppo alto. Il canguro infatti sebbene non sia attualmente a rischio estinzione, sta passando davvero un brutto periodo visto che altri animali, non presenti all'origine in Australia, starebbero aumentando velocemente.

L'Australian Alliance for Native Animal Survival, altra associazione animalista, sta pensando di chiedere aiuto alla Corte Federale contro il NSW Kangaroo Harvest Management Plan, approvato il 21 dicembre scorso dal governo, in vigore dal 2012 al 2016.

Mark Pearson, direttore esecutivo di Animal Liberation, che sostiene la campagna, ha spiegato che un avvocato costituzionale, un avvocato amministrativo e un avvocato specializzato in questioni indigene si sono riuniti a Melbourne per pianificare la situazione.

Dal canto suo, qualche giorno fa il ministro Burke, ha ribadito che lo sterminio dei canguri sarebbe comunque controllato e attuato secondo attende condizioni: “È un settore in crescita che crea posti di lavoro sostenibili e da utilizzare anche per l'ambiente”.

Ma il problema da affrontare, secondo gli animalisti, sarebbe un altro. Alcune specie non autoctone si starebbero moltiplicando a dismisura, si parla di una vera e propria invasione di conigli e di topi, di cui il governo sembra non essersi fatto carico.

Intanto il 1°gennaio entrerà in vigore il piano che permetterà a circa 850 tiratori autorizzati di andare a caccia di canguri. E una parte di essi sarà destinato all'Unione europea. Negli ultimi 10 mesi fino alla fine di ottobre di quest'anno sono stati commerciati ben 325.438 canguri.

Un'altra obiezione mossa dagli animalisti è stata quella secondo cui il governo non avrebbe tenuto conto delle volontà della popolazione indigena. Gli australiani dovrebbero essere consultati prima di una decisione che tocca il simbolo stesso del paese.

E la CSIRO (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation), in una dichiarazione inviata al Dipartimento del Ministro Burke, ha spiegato: “Uccidere i canguri è ora visto soprattutto come un mezzo per sostenere un settore commerciale”.

E adesso cosa accadrà? Ce la faranno gli animalisti e gli ambientalisti a porre un freno a questo sterminio autorizzato che avrà luogo per i prossimi 5 anni?

Francesca Mancuso

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