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Sabato scorso, il 10 dicembre 2011 si è svolta la Giornata Internazionale per i Diritti Animali e sono stati diversi gli appuntamenti e le azioni dimostrative per ribadire l'impegno e sensibilizzare sul maltrattamento degli animali, nelle sue diverse declinazioni.

In Italia oltre alla petizione contro le pellicce organizzata dalla LAV in tutta la penisola, tra le iniziative più provocatorie, sicuramente va segnalata quella organizzata a Roma dall'organizzazione Animal Equity nel Piazzale della Terrazza del Pincio che, per l'occasione si è trasfromata in una un cimitero "in ricordo delle vite degli animali che vengono sfruttati e uccisi". La scenografia temporanea ha ricreato 100 croci per 100 vite di animali, perse nei diversi luoghi di sfruttamento. Dagli allevamenti intensivi, ai laboratori di vivisezione, dai macelli ai circhi, agli zoo, ma anche durante la caccia o nelle manifestazioni popolari come palii o feste tradizionali. Il tutto accompagnato da volantini distribuiti in cui veniva promosso lo stile di vita vegan che esclude il consumo di prodotti di origine animale e, di conseguenza permette di salvare milioni di animali.

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Contemporaneamente a Roma, 400 attivisti di Animal Equity hanno esposto a Madrid i cadaveri degli animali in piazza, mentre a Londra è stata organizzata una vera e propria "scena del criminine" con animali uccisi disegnati sull'asfalto.

Tornando in Italia, a Pordenone, una speciale performance è stata organizzata dagli Animalisti Friuli Venezia Giulia e Venus in Fur a Piazza Cavour per "far riflettere sullo sfruttamento degli animali. A partire dallo sfruttamento numero uno, quello per l’alimentazione". E così un enorme e originale panino è stato allestisto per destare la curiosità dei passanti. All'interno non il "solito hamburger", ma un'attivista nuda tutta ricoperta di ketchup a voler significare come basta spostare il punto di vista per rendersi conto che si tratta comunque di carne, comunque di vita.

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Il maxi panino – spiegano gli organizzatori – vuole essere la risposta degli animalisti ad una società che, con le proprie abitudini alimentari e una buona dose di ipocrisia, si fa quotidianamente complice di un sistema di schiavitù e morte che va denunciato e reso visibile a tutti.”

Ma non è tutto perché insieme al maxi-panino con ripieno umano anche un "mostro" impellicciato e insanguinato a voler dimostrare come solo un mostro, appunto, indosserebbe "la pelle che fu di altri esseri viventi".

Simona Falasca

 

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