non_vestirti_cadaveri

Un minuto di immagini tremendamente choccanti che mostrano, senza alcuna censura, la tragedia degli animali allevati, catturati e uccisi per la produzione delle pellicce. Un’inutile mattanza di innocenti creature barbaramente uccise e scuoiate dopo una “vita-non vita” in un allevamento. E un messaggio incisivo: “rispetta la vita degli animali, non vestirti di cadaveri”. È il video di denuncia lanciato, in occasione della giornata mondiale contro le pellicce, il Fur free day, dal movimento La coscienza degli animali, fondato da Michela Brambilla, che dopo aver perso la poltrona continua la sua missione per un’Italia Animal Friendly, e dal buon vecchio Umberto Veronesi, che, orfano dell'agenzia per la sicurezza nucleare, torna in campo per la battaglia animalista.

Vogliamo denunciare con forza la tragedia degli animali allevati, catturati e uccisi per la produzione di pellicce, una pratica crudele ed inaccettabile, figlia solo del capriccio e dalla vanità”, ha spiegato la Brambilla nel corso dell’evento organizzato in occasione della giornata mondiale contro le pellicce, un evento nato negli Stati Uniti e diffusosi, ormai, in tutto il mondo. E che cade proprio nel giorno del “Black Friday”, ossia il venerdì “nero” successivo al Thanksgiving Day, il Giorno del Ringraziamento, che dà tradizionalmente inizio alla stagione dello shopping natalizio e degli acquisti sfrenati.

L'obiettivo finale è quello di integrare l'articolo 544 bis del titolo IX bis del codice penale (delitti contro il sentimento per gli animali), proibendo “allevamento, cattura e uccisione di animali per la produzione di pellicce”. Questa proposta di legge, di cui la Brambilla è primo firmatario, inasprisce le pene per le violazioni, con la reclusione da 3 a 18 mesi e l’aggiunta di sanzioni fino a 5000 euro per ogni animale.

La fine di questo orrore – continua l’ex Ministo del Turismo - passa anche attraverso un adeguamento delle nostre normative ad un contesto nazionale ed internazionale che vede l’affermarsi di una sempre maggiore coscienza di amore e rispetto per gli animali ed i loro diritti e l’estensione del concetto di tutela a tutte le specie animali. Tanti paesi europei hanno già da tempo imboccato questa strada. Ora tocca a noi”.

Ma, oltre al fronte normativo, bisogna agire anche sulla consapevolezza e la sensibilizzazione dei consumatori. E del mondo della moda. Attraverso la promozione di modelli virtuosi, interpreti di una nuova tendenza di moda rispettosa dell’ambiente e degli animali. Per questo, tra gli animalisti che hanno partecipato all’evento, c'era anche Elio Fiorucci, garante del manifesto del movimento La Coscienza degli Animali e affermato stilista “fur free”. “Dopo aver finito di combattere fra loro - ha detto lo stilista - spero che gli uomini capiscano che non devono farlo nemmeno con gli animali”.

A livello mondiale, spiega il comitato , il business delle pelli “comporta la sofferenza e la morte di circa 70 milioni di animali ogni anno”. L'approvvigionamento di pellicce avviene per l'85% da allevamenti e per il 15% da catture in natura, mentre dagli allevamenti europei proviene il 60% delle pellicce commercializzate nel mondo. Numeri inquietanti quanto le immagini del video, che lasciano emergere l’assoluta inutilità di queste morti tese a soddisfare l'industria della vanità, figlia solo di un crudele ed inaccettabile capriccio.

Roberta Ragni

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