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Quando la natura decide di ribellarsi ai maltrattamenti dell'uomo non risparmia neanche chi, con queste nefandezze, non c'entra nulla e – anzi – ne è spesso vittima: e così accade che, oltre a travolgere vite umane innocenti, a cadere nella furia di Madre Terra siano anche gli animali, come successo al rifugio per cani di Saponara (Messina), travolto da una frana durante l'ultima alluvione che ha sconvolto il messinese.

L'acqua carica di detriti e resti di costruzioni e abitazioni, ha infatti fatto franare un costone al di sopra del quale si trovava il rifugio curato dai volontari dell’Associazione Guardie per l’Ambiente, che ospitava circa 15 cani. Purtroppo già 3 animali sono stati rinvenuti morti, mentre i volontari si stanno adoperando per ripulire la zona ed estrarre dal fango le povere bestie. Per fortuna Giovanni Vicari, una delle persone che si occupavano del canile, era riuscito ad aprire le porte del rifugio poco prima che il torrente arrivasse da loro, permettendo a diversi cani di scappare e mettersi in salvo. Altri, però, non hanno voluto abbandonare le loro cucce e, sotto la pioggia incessante, è stato impossibile portarli via con la forza.

Alcuni cani comunque, nei giorni successivi al drammatico episodio, hanno iniziato a tornare verso la loro casa (che oramai non c'è più), mentre altri sono riapparsi grazie all'impegno dei volontari della LIDA di Patti, come scrive Gea Press: si tratta di due cani da caccia, abbandonati tempo addietro, e di una "randagina vecchietta".

Nel frattempo però, su Facebook appare un appello tanto triste quanto drammatico: pare infatti che nel luogo in cui sorgeva il rifugio si sentano ora grida e lamenti di cani sepolti tra i detriti e il fango. L'appello per i messinesi è quello di recarsi sul posto e aiutare negli scavi, per cercare di salvare questi poveri animali. Lì troveranno Giovanni Vicari, che da giorni lavora ininterrottamente per ripulire la zona in cui solo una settimana fa si trovava il rifugio. Per informazioni si può chiamare il numero 346 4352703.

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Stessa sorte, ma con un finale fortunatamente diverso, per il canile gestito dalla Lega Nazionale Difesa del Cane a Soverato (CZ), in Calabria, altra regione colpita dalle alluvioni degli scorsi giorni. La strada che portava al rifugio era stata infatti spazzata via dal fango, ma la responsabile locale della Lega, Serena Voci, è riuscita a raggiungere il posto attraverso un altro sentiero, molto più lungo, trovandosi davanti una sorpresa inaspettata: tutti i circa 100 cani ospiti della struttura si trovavano ancora lì, sani e salvi.

Il problema rimane ora ripulire il rifugio dalle enormi quantità di fango e, soprattutto, trovare una soluzione per la strada d'accesso, ormai inutilizzabile. Si rischia insomma che questi cani rimangano isolati e che diventi seriamente difficile portare viveri e attrezzi per sistemare le condizioni in cui si trova la struttura.

Stesso problema a Catanzaro, dove l’Associazione Anima Randagia lancia un appello affinché si trovino adozioni oppure stalli per i loro 20 cani, in quanto la strada per arrivare al rifugio è totalmente impraticabile: "I nostri cani stanno bene – dice il Presidente Francesca Console i box non sono allagati, ma non possiamo passare l’inverno con questo rischio altissimo". Accoglienza in altri rifugi e adozioni sono quindi le uniche soluzioni possibili per garantire a questi animali la sopravvivenza (info: 329 40 92 406 - [email protected] - [email protected]).

Un disastro che, oltre a devastare i rifugi, ha coinvolto anche animali al pascolo e la fauna selvatica. Morti che si vanno ad aggiungere a quelle della povera gente travolta dalla violenza di una tragedia che, come sempre, poteva essere evitata.

Eleonora Cresci


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