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Che fare dei cani che non sono più “graditi” ai padroni? Abbandonarli? Certo che no. Ma allora qual è la soluzione? L'ha proposta il consigliere provinciale di Perugia Giancarlo Carocci, secondo cui l'unico modo sarebbe sopprimerli. I Comuni risparmierebbero di certo evitando che i poveri animali finiscano nei canili. Follia pura?

Giudicatela voi. Di certo non si tratta di una soluzione plausibile e umanamente accettabile. Un po' nazista se vogliamo, e un po' razzista. L'eutanasia per eliminare i nostri fidati amici a quattro zampe, quando noi non siamo più in grado di trovare una collocazione adatta a loro. Ci sembra superfluo commentare e condannare la proposta di Carocci, che si è giustificato dicendo che l'Enpa e il Partito animalista europeo che hanno promesso denunce per istigazione a delinquere avrebbero “superato e distorto il mio stesso pensiero”.

Ma cosa avrà voluto dire il consigliere perugino? Eutanasia? Eliminazione dei poveri cani? Le parole che hanno fatto scalpore sono state pronunciare nel corso di un'intervista per l'emittente Umbria TV. Ve le riportiamo qui di seguito: “Cambi casa e non vuoi problemi col trasloco? A quel punto sarebbe giusto prevedere la possibilità di sopprimere il cane in modo legale”. Basta poco, secondo Carocci. Da sottolineare inoltre, che il consigliere provinciale ha dichiarato pubblicamente di non conoscere la normativa italiana in materia di animali e randagismo. Meno ipocrisia, a detta del consigliere visto che già oggi questa è una pratica molto diffusa. Conferma Carocci che chi desidera disfarsi di un canelo avvelena, gli spara o gli fanno sparare da chi ha un fucile, ci sono persone che fanno queste cose”. E l'Enpa non gliela farà passare liscia. Questa sua uscita “poco felice” gli varrà sicuramente una denuncia, nonostante il consigliere abbia chiesto scusa.

Giancarlo Carocci ha un incarico istituzionale. Ciò presuppone che egli sia aggiornato sulle normative del nostro Paese. Ma visto che per sua stessa ammissione non è così, gli consigliamo, di iscriversi a un corso full immersion di diritto, prima di ingegnarsi con proposte tanto balzane quanto fantasiose.” ha dichiarato l’Enpa che prosegue: “Ma c’è dell’altro. Da quanto dice, il consigliere provinciale di Perugia sarebbe a conoscenza di fatti che configurano violazioni del nostro codice penale. Invitiamo quindi Carocci, che, lo ricordiamo detiene una carica pubblica, a presentarsi presso chi di dovere per denunciare i fatti di cui è a conoscenza. In attesa che egli compia questo passo, all’autorità giudiziaria ci rivolgiamo con una denuncia per istigazione a delinquere”.

Intanto anche la LAV è scesa in campo contro il consigliere. L'ufficio legale dell'associazione valuterà infatti le azioni da intraprendere nei confronti di Carocci.

Al di là delle risposte su questa proposta, va sottolineato un argomento risolutivo che deve essere inteso come scoraggiamento per chiunque abbia l'infelice idea di seguire proposte di questo tipo: due dirigenti veterinari in Abruzzo sono stati condannati in primo e secondo grado a due mesi e dieci giorni di reclusione per aver ucciso senza necessità con una iniezione nove cuccioli trovati per strada”, ha dichiarato Maurizio Santoloci, Direttore dell’Ufficio legale della LAV.

Ciò conferma che nessun ente locale potrebbe mai decidere deroghe al fatto che uccidere un cane o un gatto secondo le linee in esame integra il reato di cui all'art. 544 bis Codice Penale – conclude Santoloci – la LAV provvederà a denunciare in modo sistematico e seriale chiunque, veterinari privati o pubblici, dovesse decidere di accedere ad idee del genere”.

E voi? Che soluzione adottereste se non aveste più la possibilità di tenere con voi il vostro amato cucciolo?

Francesca Mancuso

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