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Teneva i suoi cani legati ad un corda cortissima ad alcuni mezzi abbandonati in un campo sporco, privo di protezione e pieno di rifiuti. È l’ennesimo caso di maltrattamento di animali, questa volta avvenuto a Mondovì, in provincia di Cuneo, dove un ultrasessantenne ha tenuto senza motivo tre cani legati con una catena corta, che ha provocato delle evidenti lacerazioni al collo degli animali.

Il comportamento dell’uomo però non è passato inosservato ed è stato condannato dalla Corte Suprema ad una multa di 5000 euro. Lo stesso importo stabilito dal Tribunale di Mondovì in prima battuta il 13 maggio 2010. L'uomo, però, ha presentato un ricorso alla Cassazione che si è espressa ieri confermando la sanzione, evidenziando come “a seguito di un sopralluogo era stato accertato che i tre cani erano legati corti alla catena tanto da presentare abrasioni al collo, che l’unico riparo alle intemperie era costituito dalla pala di un trattore”.

Ma c’è di più: la Terza sezione penale della Corte di Cassazione, con sentenza n° 26368, nonostante l'uomo avesse cerato di difendersi sostenendo di aver lasciato i cani in quello stato perché impossibilitato fisicamente ad occuparsene, ha sottolineato che "non c'era necessità di tenerli alla catena, comportamento che aveva dimostrato quanto il proprietario avesse "incrudelito, senza ragione, sugli animali” e quindi - oltre alla multa l’ultrasessantenne dovrà pagare anche le spese processuali e versare ulteriori 1000 euro per avere fatto perdere tempo alla giustizia.

Una sentenza giusta, perché tenere un cane legato in quel modo è una barbarie - ha commentato Massimo Perla, uno dei più celebri dog trainer del mondo- L’animale, impossibilitato a muoversi, diventa tra l’altro più aggressivo, inoltre può essere neutralizzato facilmente, se l’obiettivo è tenere lontani gli estranei”.

Ed effettivamente l'uso della catena per l'animale rappresenta un forte stress che lo priva della possibilità di interagire correttamente con l'ambiente che lo circonda.

Ancora una volta la Cassazione ha sentenziato con saggezza e piena osservanza della lettera e dello spirito della legge. – ha detto Carla Rocchi, presidente nazionale dell’ENPA - Con sentenze come questa la Cassazione aggiunge un altro tassello a una giurisprudenza sensibile, illuminata e corretta che pone il nostro Paese all’avanguardia per quanto attiene la normativa di tutela degli animali e l’applicazione che ne deriva”.

Si tratta di una sentenza decisamente importante che riconosce come la detenzione di cani a catena rappresenti una sofferenza per gli animali, anche in situazioni straordinarie come quella riferita dall'uomo – commenta Ilaria Innocenti, responsabile LAV Settore Cani e Gatti – Ci auguriamo che questa pronuncia sia d'impulso per vietare l'uso della catena in generale”.

Una sentenza importante soprattutto perché rappresenterà un gran bel precedente che speriamo scoraggi sempre di più l'utilizzo della catena.

Verdiana Amorosi

 


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