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La scorsa settimana lo hanno ritrovato, stremato e assetato, che vagava lungo le coste della Nuova Zelanda: il pinguino Imperatore dell’Antartico, nella sua fase migratoria verso la propria casa, ha sbagliato strada e ha percorso invano oltre 4.000 chilometri.

Stordito, non solo dalla distanza percorsa, ma anche dal cambio climatico, Happy Feet (questo il nomignolo attribuito al pinguino dall'omonimo film di animazione 3D) ha mangiato la sabbia che ha trovato nel nuovo habitat, scambiandola per neve, nel tentativo di idratarsi.

Per fortuna, è stato soccorso in tempo da una équipe di veterinari che lo hanno subito operato: con un’endoscopia, operazione solitamente dedicata agli umani, i medici hanno inserito una videocamera nell’intestino dell’animale e lo hanno lavato rimuovendo tutta la sabbia che il pinguino aveva ingerito nel tentativo di idratarsi.

Tutto è andato per il meglio: l’operazione è riuscita completamente e il pinguino è ora in convalescenza, ma prima di ritornare al suo habitat dovrà attendere circa tre mesi. Secondo Kate Baker, una delle responsabili dello zoo di Wellington, ci vorrà un po’ di tempo prima che il pennuto possa riprendersi, ma intanto verrà nutrito con del pesce frullato.

A questo punto però, sorge spontanea una considerazione: se un pinguino sbaglia strada, perde l’orientamento e arriva a mangiare sabbia invece che neve, non sarà un chiaro segnale di errore per l’uomo? È necessaria un’inversione di rotta!

Verdiana Amorosi

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Trentino

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