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Il Palio di Siena non sarà patrimonio immateriale dell’Umanità. La storica quanto controversa competizione equina senese è stata, infatti, esclusa dalla lista presentata dall’Italia alla commissione Unesco a Parigi. A ufficializzarlo ieri, con una nota il Ministero dei Beni e attività culturali in quanto “occorrono approfondimenti tecnici”.

Tale esclusione è stata frutto della decisione della commissione interministeriale composta dai ministri degli Esteri, del Turismo, dei beni culturali e delle Politiche agricole che sul Palio non è riuscita a trovare l’intesa. Oltre alla Brambilla, che si è scagliata più volte contro la manifestazione, infatti, pare che si sia dichiarato contrario anche il ministro Frattini. Salta così la candidatura Unesco per il palio più famoso e contestatato d’Italia, con grande soddisfazione del Ministro del turismo Brambilla e delle associazioni animaliste che si erano battute anche attraverso diverse petizioni affinché non venisse inclusa nel patrimonio immateriale dell’Umanità.

Sono convinta che si tratti della misura più corretta e adeguata – ha commentato la Brambilla-. In tutta questa storia non c'entrano i gusti personali, né i miei né quelli del ministro Frattini. Il punto è un altro. In un bene immateriale nazionale che abbia la dignità di essere proposto all'Unesco devono necessariamente identificarsi tutti gli italiani perché diventa un simbolo dell'intero Paese. Questo, oggettivamente, non è il caso del Palio di Siena, perché intorno alla manifestazione c'è una evidente spaccatura tra i sostenitori e i detrattori, soprattutto gli animalisti. Ecco la vera motivazione”.

''L'assenza del Palio di Siena dalla lista degli eventi presentati dall'Italia per il riconoscimento di 'patrimonio dell'umanita'' trova, al di là dell'ovvio disappunto della città di Siena, due argomentazioni pacate che giustificano tale scelta.- commenta con una nota l’ENPA, l’Ente Nazionale per la Protezione degli animali - La prima riguarda l'assenza di totale condivisione da parte dei cittadini italiani, condivisione che invece e' sempre stata alla base delle scelte finora effettuate. La seconda, che dalla prima direttamente deriva, è relativa al rischio che le manifestazioni con uso di animali producano, come ampiamente in passato, morti o ferimenti gravi''. ''Anche se va riconosciuto che il Palio di Siena ha tentato nel tempo un adeguamento a normative di tutela, tuttavia è proprio la categoria 'eventi con uso di animali' che, non condivisa in sé, potrebbe rischiare di aprire le porte a situazioni ben più cruente e deprecabili quali - ad esempio- la corrida spagnola''.

"L’onta dei cavalli morti e feriti non permette al Palio di Siena di essere un simbolo positivo per l’Italia, la bocciatura per il riconoscimento nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Immateriale dell'Unesco è un secco e autorevole No al riconoscimento educativo e culturale delle manifestazioni che ancora usano gli animali” – queste le parole soddisfatte del presidente della LAV Gianluca Felicetti. "Sul Palio di Siena pesa la macchia di almeno 48 cavalli deceduti a partire dal 1970, e un'inchiesta in corso che dovrà fare luce sul sospetto di doping di alcuni cavalli: sono aspetti gravi e drammatici per gli animali che hanno perso la vita per questa competizione e per l'immagine di una delle più belle città del mondo il cui patrimonio architettonico è giustamente nella lista Unesco - prosegue Felicetti le alternative per preservare la competizione e la festa ci sono, come dimostrano Lodi e altre città che da tempo hanno saggiamente scelto di sostituire i cavalli o altri animali, un esempio ammirevole della possibilità di rispettare davvero i diritti di tutti".

Dopo aver espresso il suo plauso nei confronti del Ministro Brambilla, l’associazione contro la vivisezione ricorda, inoltre che sono attualmente in esame alla Commissione Cultura della Camera dei deputati due proposte di legge per il sostegno alle manifestazioni storiche e auspica che in tali proposte venga inserita l’esclusione dei benefici per giochi e palii con l’uso di animali”.

E a tal proposito, proprio dal Ministro Brambilla arriva la rassicurazione che, di concerto col sottosegretario alla Salute Martini, è in fase di predisposizione un disegno di legge in cui “verranno regolamentate in maniera inequivocabile queste gare e in cui si contempereranno le esigenze di tutela della salute degli animali con quelle della valorizzazione dell'immagine dell'Italia per lo stretto legame col turismo che ne deriva”.



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