E' morto Knut, l'orso più amato dai ragazzi dello zoo di Berlino

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È morto Knut, l’orso polare che da circa quattro anni viveva nel giardino zoologico di Berlino, accudito dai veterinari dello zoo e amato da tutti i tedeschi. Le vicende dell’orso, prima ripudiato dalla madre e poi adottato da un dipendente del Zoologischer Garten, sono state per mesi oggetto di notizie e curiosità da parte di cittadini tedeschi e turisti, sia per la triste storia di cui è stato protagonista, sia per il suo aspetto tenero affettuoso.

Knut, infatti, nato a dicembre del 2006, è stato il primo orso polare nati allo zoo di Berlino che, in oltre trent'anni era riuscito a sopravvivere all'infazia, seguito e cresciuto nello zoo berlinese dal guardiano Thomas Doerflein, che aveva iniziato ad allevarlo con il biberon e a dormire insieme a lui. In poco tempo – anche in seguito alle polemiche sorte da un attivista tedesco secondo cui era meglio uccidere knut piuttosto che farlo crescere come un animale domestico che fecero indignare il mondo intero - Knut è diventata una vera e propria star mediatica, tanto da finire addirittura sulla copertina dell’edizione americana di “Vanity Fair” e sui francobolli tedeschi.

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Dopo tanto successo il declino: sabato scorso il corpo dell’orso è stato visto galleggiare senza vita sull'acqua dello zoo di Berlino da oltre 600 visitatori: uno shock per i turisti ma soprattutto per i dipendenti – come ha riferito Heiner Kloes, responsabile degli orsi dello zoo.
In base ai primi dati dell’autopsia, l’orsetto sembrerebbe morto di crepacuore, in seguito alla perdita della sua compagna Gianna, morta lo scorso luglio. Dopo Gianna, nel centro zoologico di Berlino, erano arrivate altre due giovani orse, Nancy e Katjuscia, insieme alla madre Tosca, che aveva abbandonato Knut subito dopo la sua nascita. Le orse che condividevano i suoi spazi però avevano iniziato subito a dare fastidio a Knut, aggredendolo spesso al collo.


Da li l’orsetto Knut sembrerebbe aver iniziato un declino, peggiorato poi con l’arrivo di una malattia cerebrale, che lo ha portato presto alla morte. L’autopsia infatti ha rivelato delle alterazioni del cervello che potrebbero essere legate al decesso. Intanto nello zoo di Berlino dove ha vissuto Knut circola l’idea di costruire una statua in memoria del tenero orsetto.

Una vicenda questa che però, a nostro avviso dovrebbe far riflettere tutti e riaprire il dibattito sulla reale necessità di tenere aperti i giardini zoologici. Se Knut fosse nato e cresciuto nel suo habitat naturale, probabilmente nessuno avrebbe parlato di lui, ma forse sarebbe vissuto più a lungo...voi che ne pensate?

Verdiana Amorosi

Per saperne di più sulla storia di Knut

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