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Basta polli Amadori descritti e raffigurati come felici e spensierati. L'azienda sarebbe stata costretta a cambiare la pubblicità perché di fatto ingannevole. O almeno è quanto comunica l'Enpa. Su brochure e sito web  sarebbe quindi inziiata la ‘pulizia’ dei contenuti dove si mostrava una realtà idilliaca per i polli allevati, una realtà del tutto inesistente. Ma per Amadori non è così e si tratta di una notizia strumentale.

Secondo le associazioni animaliste, la Società Cooperativa Agricola Gesco, azienda fornitrice del Gruppo Amadori, avrebbe finalmente cominciato a mettere in atto la rettifica annunciata a ottobre. Una battaglia vinta grazie alle denunce di Essere Animali che per prima nel 2016 denunciava le terribili condizioni degli animali allevati da Amadori.

Ne avevamo parlato anche noi: uno scenario dell’orrore dove i topi facevano compagnia agli animali rinchiusi in minuscole gabbie senza possibilità di muoversi, ma solo di ingrassare per arrivare prima al macello. Una condizione che è purtroppo la normalità in tutti gli allevamenti intensivi sia che si tratti di polli, che conigli che maiali o vitelli.

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Foto: Amadori

L’inganno non è un caso isolato

“Il procedimento aperto presso l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM) da Enpa – proprio a seguito della diffusione delle nostre immagini – ha messo Gesco con le spalle al muro”, spiega Essere Animali.

In caso di inadempimento, continuano le associazioni, il marchio sarà infatti costretto a risponderne nuovamente. Le conseguenze più gravi potrebbero essere una sanzione pecuniaria fino a 10 mila euro e la sospensione dell’attività d’impresa per 30 giorni.

“Nel 2016, alla diffusione delle immagini Amadori aveva ufficialmente risposto di essere “sconcertata per la visione assolutamente parziale e scorretta offerta dalla trasmissione rispetto al suo operato”. Sconcertata o meno, oggi è questa grossa azienda a dover fare un passo indietro, non noi”, chiosa Essere Animali.

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Foto: Essere Animali

Purtroppo l’industria degli allevamenti intensivi continua a nascondere il problema dello sfruttamento degli animali con pubblicità ingannevoli, ma di fronte alla potenza delle immagini anche questi colossi possono essere costretti a piegarsi.

La replica di Amadori

Amadori dal canto suo però smentisce e precisa che nessuna infrazione è stata accertata dall’Autorità Garante.

Ed invero, la stessa istruttoria condotta dall’AGCM ha confermato che i livelli di qualità che caratterizzano le linee di eccellenza degli allevamenti Amadori (Pollo Qualità 10 + e Pollo Il Campese) sono conformi ai parametri fissati da Unaitalia e certificati da un ente terzo.

L’azienda ha comunque avviato un confronto costruttivo con le istituzioni con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la chiarezza dei messaggi del proprio sito internet aziendale sul benessere animale e, pur ritenendo di aver già adempiuto ad ogni dovere di chiarezza di informazioni verso il consumatore, ha accolto le indicazioni di AGCM e fatto integrazioni alla pubblicazione online.

Non si coglie, dunque, alcun senso - se non quello di una strumentalizzazione - in questa comunicazione.

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Dominella Trunfio

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