Beluga

Beluga uccisi dai parassiti delle feci dei gatti: 15 su 34 cetacei spiaggiati sono positivi alla presenza del Toxoplasma gondii

Può un parassita di un animale terrestre uccidere un animale acquatico? Pare proprio di sì ed è la sconcertante notizia che arriva dal Canada, dove i resti di alcuni cetacei spiaggiati sono stati esaminati e ben 15 casi sono risultati positivi alla presenza del Toxoplasma gondii, un parassita che usa i gatti come veicolo e si inocula facilmente negli altri animali.

È quanto rivela un nuovo studio da cui è chiaro che i grandi cetacei marini sono sempre più vittime della toxoplasmosi, trovata in questa analisi nel 44% delle 34 carcasse di balene beluga testate in Canada tra il 2009 e il 2012.

Insomma, le balene beluga, che sono già in via di estinzione e devono affrontare già molte avversità dettate dai cambiamenti climatici, ora hanno un altro nemico improbabile da affrontare, il gatto comune. Ma come può succedere?

Di fatto, la toxoplasmosi è sempre più diffusa in una vasta gamma di mammiferi marini. È diffusa dai gatti selvatici, che lo contraggono mangiando roditori, a quelli addomesticati. Il Toxoplasma gondii può essere trovato anche nelle feci dei felini e proprio queste ultime sono il principale veicolo per la diffusione del parassita tra altri animali, anche per l’uomo). E, se le feci finiscono in acqua e di conseguenza il Toxoplasma gondii infetta i beluga, succede una catastrofe.

Almeno è questo che hanno potuto constatare gli studiosi canadesi analizzando il cervello e il tessuto cardiaco di 34 beluga morti nell’estuario di Saint Lawrence, in Quebec, tra il 2009 e il 2012. Il 44% degli esemplari è risultato positivo alla presenza del parassita.

Non significa che siano morti di questo parassita, significa che c’era una presenza nel loro cuore o nel loro cervellospiega Stéphane Lair, professore di medicina veterinaria presso all’Université de Montréal. Sappiamo che è un parassita che può uccidere beluga, quindi la sua presenza può avere un impatto sulle loro vite”.

La sua presenza resta comunque un campanello d'allarme, perché si ipotizza che possa causare danni alle funzioni neurologiche e comportamentali tra gli animali marini. Non solo, ma è già ampiamente considerato come possibile causa di morte per le lontre di mare, le foche monache, i delfini e le balene.

Il consiglio dei ricercatori è allora quello di non gettare le feci dei gatti nel gabinetto . Il Toxoplasma gondii, infatti, “è molto resistente e sopravvivrebbe ai vari trattamenti di depurazione”, finendo così nelle acque abitate dai cetacei e causando danni molto seri.

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Germana Carillo

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