Cane Blat tumori

Il cane riesce a fiutare la presenza di composti organici volatili e a far diagnosticare in tempo un tumore

Un incrocio tra un labrador e un pitbull con un olfatto da 110 e lode che gli consente di scovare i tumori maligni ai polmoni. È la storia di Blat, amico peloso di 4 anni, capace di annusare la presenza di noduli sospetti odorando campioni di fiato dei pazienti. E lo fa con un altissimo grado di affidabilità.

Che i cani abbiano un naso prodigioso non è un segreto, ma nel caso di questo cane, le capacità olfattive lo hanno portato a diventare il primo cane in Spagna ad essere addestrato per identificare il cancro ai polmoni.

Blat è ora al centro di uno studio presentato all’edizione 2018 dell’International Association for the Study of Lung Cancer’s (IASLC’s), la conferenza mondiale sul tumore al polmone in corso a Toronto. La ricercatrice Angela Guirao dell’Hospital Clinic of Barcelona ha infatti mostrato i risultati ottenuti dal cane, che consentirebbero di avvicinarsi di molto alla possibilità di diagnosticare preventivamente lo sviluppo di un tumore maligno grazie all’identificazione di composti organici volatili chiamati VOC.

Il cagnolone non è il primo in questa “specialità”. Già precedentemente altri amici a quattro zampe hanno presentato un curriculum di tutto rispetto, come il pastore tedesco Liu o Frankie “utilizzato” per fiutare il cancro della tiroide.

Di fatti, negli ultimi anni si è scoperto che i cani sono molto bravi a sentire i VOC, ossia quei composti organici volatili presenti in caso di tumore, un insieme di particelle considerate la “firma molecolare” del cancro al polmone.

Nello studio, Blat è stato in grado di riconoscere con successo 27 pazienti con tumore al polmone (su un campione totale di 30 soggetti) di cui tre con noduli maligni. I cani possiedono circa 300 milioni di recettori olfattivi (gli umani solo 6), mentre la corteccia olfattiva canina occupa quasi il 13% della massa del cervello (nell’uomo solo l’1%).

il medesimo gruppo di ricercatori aveva già dimostrato come i cani addestrati possano identificare la presenza di un tumore al polmone, ma il nuovo studio aveva l’obiettivo di verificare se fossero anche in grado di fiutare la presenza di noduli maligni partendo da campioni di gas esalati con il respiro dei pazienti.

I cani, conclude la Guirao, "cambiano il loro comportamento in presenza di varie patologie. La nostra teoria è che il tumore al polmone cambia la natura dei composti volatili organici (Vocs) esalati da un soggetto e che possono dunque essere individuati nel respiro dal momento che tali esalazioni arrivano direttamente dall’organo malato".

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Germana Carillo

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