Koala

Come fa il koala a sopravvivere mangiando foglie che per quasi tutti gli animali risultano tossiche? E come fare per evitare la sua estinzione visto che si nutre solo di foglie di eucalipto, albero che sta via via scomparendo per colpa della deforestazione? A queste e ad altre domande su uno degli animali che suscitano più dolcezza in assoluto ci potranno rispondere direttamente i suoi geni. È stato mappato, infatti, per la prima volta il genoma del koala con l'obiettivo di cercare nuove soluzioni per proteggere la sua popolazione drasticamente ridotta, anche a causa della scomparsa del suo cibo principale, le foglie di eucalipto. 

Ci sono riusciti più di 50 scienziati che hanno scoperto le informazioni di oltre 26mila geni, capaci di migliorare le strategie per la sopravvivenza del dolce marsupiale e curare le malattie che lo colpiscono, a partire dalla clamidia.  

Con la sua faccia adorabile, il koala è uno degli animali più iconici d’Australia, ma come evitare la sua estinzione, considerando anche la sua dieta che si basa solo di foglie di eucalipto, albero anch'esso sull'orlo di una scomparsa massiccia? 

La mappatura del genoma di questo tenero animale contenuta in un nuovo studio pubblicato su Nature Genetics potrà sicuramente fornire diverse risposte. Un sequenziamento fatto per la prima volta dal Consorzio per il Genoma del Koala e un team di studiosi guidato da Rebecca Johnson dell’Istituto di Ricerca del Museo Australiano e da Katherine Belov dell’Università di Sydney.

Il progetto di sequenziamento del Dna del koala è partito nel 2013 e ad esso partecipano 54 scienziati provenienti da 29 istituzioni di 7 Paesi diversi. I ricercatori hanno analizzato più di 3,4 miliardi di coppie di basi e quasi 30mila geni, che rendono il genoma del koala leggermente più grande di quello umano.

Scrutare nei geni del koala ha innanzitutto offerto ai ricercatori informazioni su come sopravvive con la sua dieta (tossica) di eucalipto e li aiuterà a capire come salvare questo cucciolo in via di estinzione.

I koala si trovano nelle foreste dell’Australia orientale e sud-orientale, così come in alcune isole. Ma l' "orsetto" icona australiana, che alcuni non esitano a definire “tesoro nazionale”, è una vittima della distruzione degli habitat, del cambiamento climatico, di conducenti di auto senza scrupoli e di malattie trasmesse sessualmente.

Quando i primi coloni britannici arrivarono nel 1788, i koala erano più di dieci milioni. Oggi, secondo il Koala Foundation australiano sono poco più di 43mila in natura, tanto che questo marsupiale è elencato come “vulnerabile” nella Lista Rossa IUCN dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

Lo studio

Più di 50 ricercatori provenienti hanno collaborato a questo  progetto scoprendo 26.558 geni e decifrando il genoma del marsupiale con un’accuratezza del 95,1%, il che è paragonabile a quanto ottenuto con il genoma umano. Una prima analisi che ci permette di conoscere un po’ di più la biologia unica di questo animale, endemico in Australia, e in particolare quell’ “eccellente strumentario” che è quel complesso genetico che gli consente di digerire le foglie di eucalipto, contenenti fenoli (acido carbolico o fenile) tossici per gli animali.

Il koala divora infatti facilmente un chilo di foglie di eucalipto al giorno (anche se dorme 20 ore su 24) e questo “probabilmente lo ha aiutato a trovare una nicchia di cibo grazie alla quale sopravvivere. Può contare su questa fonte di cibo quasi senza concorrenza, dal momento che altre specie non possono disintossicarsi così efficacemente”, sottolinea Rebecca Johnson.

Ma questa particolarità che può essere considerata un vantaggio ha la sua controparte: questa dieta quasi esclusiva lo rende particolarmente vulnerabile alla scomparsa delle stesse foreste di eucalipto, sia a causa dell’intensificarsi della deforestazione che dello sviluppo urbano.

Vaccinare i koala?

I ricercatori hanno anche identificato i geni legati al loro sistema immunitario, facendo un passo verso lo sviluppo di vaccini per combattere alcune malattie, come la clamidia (infezione batterica asintomatica) che devasta proprio le popolazioni di koala, soprattutto nel New South Wales e nel Queensland. Attualmente non esiste un trattamento per questa malattia a trasmissione sessuale, che può portare a cecità, sterilità e morte.

Inoltre, lo sviluppo umano invade il territorio dei koala costringendoli a vivere sempre più vicini gli uni agli altri, il che aumenta l’interazione tra gli individui e il rischio di contaminazione. I koala trovati nell'Australia meridionale, a tale proposito, hanno un alto tasso di consanguineità, ma una grande popolazione. Questa situazione è molto diversa da quella affrontata da chi è al nord, dove “stanno costantemente perdendo l'habitat o stanno costruendo strade, ma sono molto diverse geneticamente”.

Guardarli attraverso la lente della genomica offre nuove possibilità di conservazione, per cui, secondo gli studiosi, se la diversità genetica nel sud diventa abbastanza bassa e non può essere risolta in altri modi, per esempio, potrebbe essere possibile introdurre la diversità genetica usando i koala dal nord.

Sulla base delle informazioni ottenute dal genoma del koala, insomma, ora si spera di salvare una delle specie endemiche più belle del Pianeta.

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