uccelli

Gli uccelli sono sempre meno. Due studi condotti in Francia dal Muséum national d’Histoire naturelle e dal Centre national de la recherche scientifique (Cnrs) hanno scoperto che nonostante l'arrivo della primavera, le campagne sono stranamente silenziose. E la colpa è anche dei pesticidi che uccidono gli insetti, di cui gli uccelli si nutrono.

I due studi di follow-up, condotti uno su scala nazionale, l'altro a livello locale, sono giunti alla stessa triste conclusione: gli uccelli della campagna francese stanno scomparendo a una velocità vertiginosa. In media, le popolazioni si sono ridotte di un terzo in 15 anni.

E, dato ancora più preoccupante, vista l'accelerazione delle perdite negli ultimi due anni questa tendenza non può che proseguire se non addirittura aumentare. A rivelarlo è stato lo STOC (Suivi Temporel des Oiseaux Communs) un programma sostenuto dal Museo Nazionale di Storia Naturale, che presenta gli indicatori annuali sull'abbondanza di specie in diversi habitat (foresta, città, campagna, ecc.).

Grazie agli ornitologi dilettanti e professionisti di questo programma di citizen  science, sono stati identificati e contati gli uccelli in tutto il territorio. È stata così accertata una diminuzione nelle popolazioni di uccelli dal 1990 nelle aree rurali. Le specie caratteristiche di queste aree, come l'allodola, la sterpazzola o l'ortolano, hanno perso in media uno su tre esemplari in quindici anni. E i numeri mostrano che questo calo si è ulteriormente intensificato nel 2016 e nel 2017.

Spiegano gli scienziati francesi che questa massiccia scomparsa va messa in relazione con vari fattori e in primo luogo con l'intensificazione delle pratiche agricole negli ultimi 25 anni, in particolare dal 2008-2009. Un periodo che corrisponde, tra le altre cose, alla fine dei periodi di riposo imposti dalla politica agricola comune, all'aumento dei prezzi del grano e all'utilizzo dei pesticidi neonicotinoidi, pericolosi per le api e altri insetti.

Questi risultati nazionali sono confermati da un secondo  studio condotto su scala locale nell'area "Plaine e Val de Sèvre" gestita dal CNRS. Dal 1995, i ricercatori hanno seguito ogni anno 160 aree di 10 ettari di tipiche pianure di cereali. In 23 anni tutte le specie di uccelli delle pianure hanno visto la loro popolazione diminuire drasticamente: le allodole hanno perso più di un esemplare su tre (-35%) 3; le pernici 8 su 10.

“I due studi, entrambi condotti su vent'anni e su diverse scale spaziali, rivelano l'estensione del fenomeno: il declino degli uccelli nelle aree agricole sta accelerando e raggiungendo un livello vicino al disastro ecologico. Entro il 2018, molte aree di pianure di cereali potrebbero sperimentare una primavera silenziosa ("Silent Spring") annunciata dall'ecologa americana Rachel Carson 55 anni fa a causa dell famigerato DDT bandito in Francia da oltre 45 anni. Se questa situazione non è ancora irreversibile, è urgente lavorare con tutti gli attori del mondo agricolo per accelerare i cambiamenti nelle pratiche; e prima con gli agricoltori che ora hanno le chiavi per invertire questa tendenza” spiega il Cnrs.

Il calo riguarda tutte le specie di uccelli delle campagne, sia quelle considerate “specialiste” ossia quelle che frequentano soprattutto quelle zone, che le specie generaliste, diffuse in vari i tipi di habitat, agricoli e non.

Secondo lo STOC, inoltre, il calo delle specie generaliste non è a livello nazionale ma è specifico dell'ambiente agricolo, correlato al collasso degli insetti.

Primavere sempre più tristi e silenziose.

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Francesca Mancuso

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