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Raccontare giorno dopo giorno, le storie dei lupi che popolano la Valle del Taro, in provincia di Parma. È questo lo scopo di ‘Io non ho paura del lupo’, il primo progetto di crowdfunding in Italia che sta dalla parte di questo meraviglioso animale spesso vittima di superstizioni e massacri.

Qualche giorno fa, vi avevamo raccontato la bellissima storia dei lupi che sono tornati a popolare la zona Pratoni del Vivaro nel Parco regionale dei Castelli romani, una buona notizia dopo tante altre negative: non è raro ad esempio trovare esemplari impiccati, lo scorso anno poi chi non ricorda il famigerato piano lupi che ne voleva l’abbattimento di numerosi?

In realtà la specie non è ancora al sicuro, per questo continuano le iniziative per monitorarne la naturale espansione. In questo contesto si inserisce ‘Io non ho paura del lupo’, una campagna che chiama all’appello la sensibilità di tutti, al fine di contribuire attivamente alla salvaguardia del lupo, attraverso un progetto di citizen science.

"Negli ultimi due anni abbiamo fatto delle indagini circa la presenza del lupo nella alta Valle del Taro, nell’Appennino parmense, e con questo progetto vorremmo potenziare questa attività di monitoraggio espandendo il territorio. Allo stato attuale le nostre prime indagini ci hanno restituito delle informazioni interessanti, confermando la presenza nel 2017 di almeno 4 piccoli branchi e alcuni individui solitari, per un totale di circa 20 esemplari, in un contesto ecologico in cui la presenza del lupo è sottoposta a continue variazioni, spesso a causa del bracconaggio o di altre cause di origine umana", spiega a greenMe.it Francesco Romito, responsabile della comunicazione dell'associazione Io non ho paura del lupo.

Il monitoraggio partirà a maggio e durerà due anni, l’obiettivo è quello di ottenere dati come la stima della popolazione di lupo presente, valutare l’estensione dei branchi sul territorio e rilevare le nascite e l’accrescimento dei cuccioli. Ci sarà di pari passo una fitta campagna di comunicazione dove verranno raccontati gli episodi che riguardano il mondo di questo predatore.

“Prestiamo sempre particolare attenzione a non arrecare nessun disturbo agli animali selvatici e a non svolgere azioni che possano avere influenza sul loro comportamento. Non utilizziamo alcun attrattivo per indurre gli animali a soffermarsi davanti alle fototrappole , conduciamo le attività di tracciatura su neve in senso contrario alla provenienza delle tracce e limitiamo le attività al minimo indispensabile durante il delicato periodo di estro della femmina”, si legge nel progetto.

Purtroppo il lupo non è al sicuro:

La campagna di crowdfunding

La campagna di crowdfunding è stata lanciata su Produzioni dal basso dall’associazione ‘Io non ho paura del lupo’

"L’idea di una raccolta fondi dedicata allo studio e alla divulgazione del lupo appenninico nasce dall’esigenza di fare qualcosa di concreto che possa avvicinare le persone comuni a questo affascinante animale selvatico. Siamo convinti che la salvaguardia del lupo, un animale dal grande fascino, ma che talvolta crea innate paure, sia legata in maniera imprescindibile ad una buona comunicazione, al fine di avvicinare il più possibile la gente comune a questo magnifico predatore che in questi anni, in Italia, sta vivendo una delicata fase di espansione", spiega ancora Francesco Romito.

Ogni donatore sarà inserito in una mailing list riservata a chi ha contribuito donando, così da ricevere regolarmente via email il "diario di bordo" che racconterà in anteprima l'andamento del monitoraggio, con video e immagini. Inoltre, alla fine del progetto, verrà mandato ad ognuno un piccolo omaggio, per ringraziarlo del supporto.

"Con questo progetto ci piacerebbe quindi riuscire a scoprire ancora di più sui branchi che popolano questo territorio, raccontando questo magnifico predatore a più gente possibile, al fine di favorire una pacifica convivenza tra lupo e uomo. Supporta Io non ho paura del lupo!", conclude Romito.

Per sostenere la campagna clicca qui

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Dominella Trunfio

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