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Avreste mai immaginato che anche i pesci quando si accoppiano possono essere molto rumorosi? Una ricerca ha svelato che una particolare specie messicana durante la fase “dell’amore” è così rumorosa da riuscire addirittura ad assordare altri animali marini!

Quando è il periodo dell’accoppiamento, i maschi della specie di pesce nota come Corvina del Golfo (Cynoscion othonopterus) producono un rumore assordante che assomiglia a "una mitragliatrice molto rumorosa" con impulsi sonori multipli e rapidi. A dirlo un team di scienziati che ha approfondito l’argomento riuscendo a documentare qualcosa di naturale e davvero straordinario.

Ogni anno tra febbraio e giugno, i pesci si riuniscono per deporre le uova nel delta del fiume Colorado in Messico. I maschi e le femmine si incontrano tutti insieme nelle acque torbide e la specie si riproduce entro un tratto di una dozzina di chilometri. La particolarità però è questa: quando è arrivato il momento giusto, pochi giorni prima delle lune nuove o piene, i pesci maschi iniziano a cantare. Non è però certo un suono melodioso, assomiglia infatti piuttosto al rumore assordante di una mitragliatrice! Potete ascoltarlo qui (anche se non rende).

I biologi marini che sono riusciti a registrare il suono descrivono la Corvina del Golfo come il “pesce che fa il rumore più forte mai documentato”.

Timothy J. Rowell e Brad E. Erisman, scienziati dell’università del Texas e autori principali dello studio pubblicato su Scientific Report, hanno trascorso quattro giorni a spiare il pesce con l'aiuto di sonar e microfoni subacquei. Sono riusciti così a registrare un vero e proprio coro dell’accoppiamento alto ben 202 decibel (i richiami individuali raggiungevano invece i 177 decibel).

In teoria questi loro richiami amorosi sono abbastanza potenti da danneggiare potenzialmente l'udito dei leoni marini, hanno osservato gli autori.

Ma come mai riescono a produrre suoni tanto forti? La corvina del Golfo ha sacche d'aria chiamate vesciche natatorie che si trovano nella pancia circondate da "muscoli sonici" come li ha definiti Rowell. Quando i pesci contraggono le zone addominali, i muscoli colpiscono le vesciche come bacchette su un tamburo.

Il suono prodotto da questo pesce, tra l’altro, raggiunge un crescendo durante l'alta marea. Il coro inizia con un tono basso, paragonabile al rombo che si avverte in uno stadio, e finisce alto come il suono di uno sciame di api arrabbiate in un alveare. Rowell ipotizza che i pesci stiano cercando di superarsi a vicenda, come le persone che urlano in un bar affollato per far sentire la loro voce meglio di quella degli altri.

Gli scienziati chiedono particolare attenzione verso la conservazione di questo "spettacolo naturale" oggi minacciato dalla pesca eccessiva. Il numero di pesci si è infatti ridotto negli ultimi 5-10 anni e proprio ascoltare i loro rumori potrebbe essere un modo per controllarli. In questo modo è possibile ad esempio stimare il numero della popolazione senza disturbare gli animali.

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Francesca Biagioli
Foto: thenaturalnumbers

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