leone zoo morto

Non ce l’ha fatta Juboraj, il leone di 18 anni che fino alla fine dei suoi giorni ha continuato ad essere un’attrazione per i centinaia di visitatori dello Zoo di Cominlla in Bangladesh. Palesemente sofferente e scheletrico è morto in questi giorni, dopo una vita di agonia.

Il video e le immagini che lo mostravano stremato avevano fatto il giro del mondo, era stata lanciata anche una petizione affinché il povero Juboraj potesse avere una morte dignitosa, lontano dagli sguardi e dagli obbiettivi di fotocamere.

La forza dell’opinione pubblica aveva smosso qualcosa, questo a dimostrazione che petizioni e proteste pacifiche sui social, servono eccome. Purtroppo le firme non sono riuscite a salvare il leone, ma a spostarlo da quella gabbia sotto i riflettori si.

Secondo l’equipe medica, Juboraj sarebbe morto per problemi di salute legati all’età e ovviamente dallo zoo confermano senza fare alcun riferimento alla vita condotta all’interno della struttura.

Il 21 novembre anche noi avevamo pubblicato la storia di questo leone, pochi giorni dopo le proteste le autorità competenti avevano visitato lo zoo dicendo che chiaramente c’era la necessità di rinnovare la struttura per garantire agli animali maggiore benessere.

Secondo noi, l’unica strada percorribile è quella della chiusura. Attualmente al suo interno ci sono otto scimmie e tre cervi, animali che potrebbero essere spostati in strutture di recupero e conservazione delle specie.

Sul fatto di poter essere liberati in natura, infatti, gli esperti mostrano ancora scetticismo soprattutto perché chi è nato in cattività difficilmente riesce a sopravvivere e procacciarsi del cibo, anche se non sono mancati casi positivi in tal senso.

E purtroppo questa è la situazione agli zoo:

E questo dovrebbe avvenire nel breve termine per evitare altri casi strazianti come quello di Juboraj che secondo gli esperti, sarebbe appunto morto per problemi di salute legati alla vecchiaia, ma non possiamo non chiederci se libero nel suo habitat naturale, avrebbe avuto la stessa sorte. Nell’ultimo periodo il leone aveva provato a mettersi in piedi, ma ridotto a pelle e ossa non faceva paura più neanche a un gatto che si trovava alle sue spalle. 

Addio re della Foresta.

Dominella Trunfio

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