Lupo morto appeso alla fermata del bus: scena raccapricciante a Coriano

Una scena macabra, che mai avremmo voluto mostrarvi. Il corpo senza vita di un lupo appeso a una fermata dell'autobus, nei pressi di Rimini, a Coriano.

L'animale, un lupo grigio è stato trovato così a novembre, appeso per le zampe posteriori alla pensilina della fermata del bus. A lanciare l'allarme sono stati alcuni ragazzini mentre andavano a scuola. I carabinieri di Coriano e quelli del gruppo forestale di Rimini hanno rimosso il corpo del lupo e lo hanno portato al servizio veterinario.

Le cause della morte, se possibile, sono altrettanto crudeli. Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, l'animale aveva il cranio fracassato a causa di numerosi buchi alla testa. Chi lo ha ucciso potrebbe avere usato un badile o un forcone, mentre l'animale era stato catturato da una trappola.

Infine, il lupo è stato appeso alla pensilina, dove anche se senza vita, il suo corpo continuava a sanguinare quando i ragazzi lo hanno scoperto.

È possibile che l'animale sia stato catturato nelle zone agricole vicine al Monte Carpegna o al Sasso Simone dove alcuni maschi di lupo grigio si recano alla ricerca di cibo.

lupo appeso coriano

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Secondo le ipotesi, è possibile che si tratti di una crudele vendetta da parte degli allevatori della zona, che da sempre combattono i lupi. Al momento nel registro degli indagati è stato iscritto un allevatore di origini sarde, residente a Coriano, ma non si esclude la possibilità che ad aiutarlo vi fossero dei complici.

Piano lupi

Oggi alle 15 la Conferenza stato regioni avrebbe dovuto esprimere il voto finale sul cosiddetto Piano Lupi ma anche questa volta il voto è stato rinviato visto che non si è trovato un accordo. Giovanni Toti, presidente della Liguria, a margine dei lavori della Conferenza ha detto che ci sono pareri discordanti. A far discutere sono soprattutto gli abbattimenti controllati.

Il piano di conservazione e gestione del lupo comprende delle misure per la conservazione, l’allontanamento dei lupi dai centri abitati e la regolamentazione della presenza nei vari territori ma a far discutere è soprattutto la moratoria sugli abbattimenti a partire dal 2019. Ciò significa che per due anni gli animali sarebbero salvi ma dopo il 2019 la loro sorte non sarà altrettanto rosea.

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Al momento dunque la loro sorte rimande ancora incerta.

Francesca Mancuso

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