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Causerebbero troppi danni alle coltivazioni agricole e ai vigneti, per questo la Provincia di Alessandria vuole mettere in pratica un piano straordinario di abbattimento di mille caprioli. Adesso una petizione chiede di fermare questo orrore.

Secondo Gianfranco Baldi, presidente della Provincia di Alessandria:

“I primi cittadini potranno ordinare l’abbattimento degli ungulati in caso di particolare emergenza in precise zone del territorio comunale e per un periodo limitato. I cacciatori dovranno comunque essere qualificati per questo tipo di caccia”.

Una dichiarazione che è stata rilasciata il 22 ottobre dopo che il presidente, aveva chiesto parere all'Ispra ed alla Regione Piemonte, riguardo un piano di abbattimento straordinario di ulteriori mille caprioli, rispetto a quanti già previsti dall'attuale piano venatorio.

Da tempo, le associazioni degli agricoltori lamentano gravi danni alle coltivazioni (in particolare vigneti) apparentemente causati dai caprioli. Secondo i viticoltori, i terreni già danneggiati dalle gelate di primavera e dalla siccità, sarebbero poi distrutti da caprioli e cinghiali, di cui chiedono piani di abbattimento. 

“Negli interventi eseguiti finora i cinghiali abbattuti sono troppo pochi. Una soluzione sarebbe mantenere la caccia aperta anche a gennaio”.

Ma la soluzione può essere l’abbattimento della fauna selvatica che ricordiamolo è tutelata dalla legge e considerata come ‘patrimonio indisponibile dello Stato nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale’.

A difesa dei caprioli è sceso in campo il Rifugio Miletta che ha lanciato una petizione per salvare questi straordinari animali. Le firme hanno raggiunto quota oltre 50mila. Ma non solo. Il Rifugio ha chiesto di essere coinvolto nelle decisioni nell'iter che porterà alla risoluzione del problema presentato dagli agricoltori, in quanto è un ente, la cui finalità è la protezione degli animali.

Obiettivo è ovviamente quello che nessun capriolo venga abbattuto, perché questo non è il giusto modo di gestire la fauna selvatica.  L’ente lavora in tal senso con Animal Law e con un team di etologi esperti in fauna selvatica per formulare la soluzione più adatta a salvaguardare sia gli animali che le coltivazioni degli imprenditori agricoli.

abbattimento caprioli

Purtroppo sappiamo che i piani di abbattimento sono sanciti dalla legge 11 del febbraio 1992 che recita:

"Le regioni [...] per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche, provvedono al controllo delle specie di fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia. Tale controllo, esercitato selettivamente, viene praticato di norma mediante l'utilizzo di metodi ecologici su parere dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica. Qualora l'Istituto verifichi l'inefficacia dei predetti metodi, le regioni possono autorizzare piani di abbattimento”.

Il Rifugio controbatte:

“Abbiamo chiesto alla Provincia di Alessandria quali tentativi sono stati fatti per contenere i caprioli attraverso i "metodi ecologici".

E continua:

“Se i cacciatori continuano a sparare e gli agricoltori a lamentarsi, come si può pensare che gli abbattimenti siano un metodo efficace per salvaguardare le coltivazioni? Non è efficace ma soprattutto non è etico”.

I caprioli non sono gli unici animali in pericolo:

Secondo Baldi, l’obiettivi del piano è arrivare ad una soluzione che scontenti tutti il meno possibile. Adesso il prossimo appuntamento è per il 15 novembre con un tavolo tecnico da cui dovrebbe emergere la decisione definitiva.

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Dominella Trunfio

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