briozoi

Un ammasso gelatinoso, dalla consistenza e dall'aspetto che ricordano molto il cervello umano. Vivo. Il paragone con il Blob deve essere venuto spontaneo a chi ha avvistato la "creatura" allo Stanley Park di Vancouver in Canada.

Ma che cos'è? Una nuova specie animale? A quanto pare si tratterebbe di Briozoi, una colonia formata da piccoli animali invertebrati, che vivono sotto l'acqua dei fiumi e dei laghi. Ad osservarli è stata Celina Starnes dalla Stanley Park Ecology Society dopo che i bassi livelli dell'acqua li hanno resi più visibili.

Starnes ha esaminato il campione trovato nella zona "Lost Lagoon", un piccolo corpo d'acqua nella parte meridionale del parco.

“Si tratta di una colonia di particolari organismi che ama stare insieme”, spiega Kathleen Stormont della Stanley Park Ecology Society. “Hanno un lignaggio molto antico che non è cambiato per centinaia di migliaia di anni”.

Un singolo organismo da solo è facile preda ma insieme agli altri diventa molto resistente.

Una scoperta casuale avvenuta grazie a un gruppo di amanti della natura che da volontari stavano aiutando gli esperti della Stanley Park Ecology Society a catalogare le specie del parco.

“Abbiamo guardato le cose che normalmente non guardiamo”, dice Celina Starnes,

Nel video creato dal corriere di Vancouver, Starnes mostra la massa verde che si muove mentre viene tirata fuori dall'acqua.

I Briozoi sono difficili da individuare perché sono mimetizzati nell'acqua torbida. Una volta trovato il primo, i volontari e gli scienziati hanno visto che il bacino ne era pieno.

In una colonia di Briozoi vivono centinaia di creature. Un solo organismo, detto zooide, misura una frazione di un millimetro. Gli zooidi sono ermafroditi ma si diffondono grazie agli statoblasti, un gruppo di cellule che si trova nell'organismo e che può riprodursi asessualmente se si stacca dalla colonia.

I dati fossili sui Briozoi marini risalgono a 470 milioni di anni. La specie trovata nello Stanley Park è comunemente chiamata Pectinatella magnifica, e in precedenza era nota solo in aree ad est del fiume Mississippi.

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Sul loro conto circolano diverse voci. Uno studio del 2012 ad opera dell'U.S. Fish and Wildlife Service, ha ipotizzato che i cambiamenti climatici potrebbero favorirne la diffusione. Gli zooidi possono sopravvivere solo in acque più calde di circa 60 gradi Fahrenheit (15,5° centrigradi), motivo per cui il riscaldamento globale starebbe facilitando la diffusione dei Briozoi più a nord.

Francesca Mancuso

Foto: Martha Perkins

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