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Il colibrì è l’uccello più piccolo del mondo e conta 334 specie, il suo minuscolo corpo di poco meno di 300 grammi riesce a catturare una miriade di colori, per questo viene considerato come uno dei volatili più affascinanti del mondo.

Il colibrì vive nel continente americano, in particolare in Sud America dove le antiche civiltà amavano associarlo a delle leggende e a numerose simbologie. Secondo i popoli americani il colibrì era la reincarnazione degli guerrieri vista l’aggressività e la rapidità nel volare da una parte all’altra.

Vi avevamo già parlato della leggenda maya del colibrì, secondo cui le piume venivano considerate magiche e gli stessi uccelli erano creature sacre che possedevano poteri di guarigione.

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Gli Aztechi li amavano così tanto da dedicare un tempio al dio colibrì azzurro, il popolo Nazca lo raffigurava spesso in tutta la straordinaria bellezza che possiamo ammirare in queste fotografie, che rappresentano le diverse specie.

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Il colibrì appartiene alla famiglia dei Trochilidi e può essere anche più piccolo di falene e farfalle con i quali condividono la foresta tropicale. Molti esperti giurano che nessun altro volatile può competere con i suoi colori.

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Colibrì, il segreto dei suoi colori

E anche su questo, c’è una particolarità. La colorazione degli uccelli nella stragrande maggioranza dei casi deriva dalla combinazione di melanine, carotenoidi, lipocromi e porfirine.

Ad esempio, la melanina colora le piume di nero o giallo pallido o marrone rossiccio. Il rosso vivo, l’arancione, il giallo dei canarini sono dati da carotenoidi e lipocromi, sostanze presenti nelle piante di cui gli uccelli si cibano e via dicendo.

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Ancora, alcuni uccelli come pappagalli hanno direttamente le piume colorate, mentre i colori dei colibrì sono dovuti alla scomposizione della luce nelle sue sfaccettature, fenomeno conosciuto con il nome di “interferenza”.

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In pratica grazie all’effetto Tyndall, la diffrazione della luce si sfasa in due fasci di riflessione colorati, causando la comparsa di colori complementari alle componenti cromatiche eliminate dallo sfasamento.

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I colori del colibrì gli permettono anche di confondersi con i fiori, sfuggendo ai predatori come i serpenti, nemici più temibili. Il becco lunghissimo gli permette di succhiare il nettare, mentre a dispetto delle piccole dimensioni un colibrì può volare anche a 100 chilometri orari.
 
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Altra caratteristica sono le acrobazie del colibrì rese possibili dalle ali snodate che si adattano alle angolazioni, insomma animali bellissimi che la natura ancora una volta ci regala.
Dominella Trunfio

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