orsi e lupi Alaska

Orsi e lupi di nuovo in pericolo in Alaska. Il Congresso americano nei giorni scorsi ha approvato un progetto che permetterà di cacciare orsi, volpi e lupi nei parchi nazionali. Ma non solo. Sarà possibile sparare a questi animali anche dagli aerei e uccidere i cuccioli nelle tane.

La norma dell'amministrazione Obama sul divieto di caccia in Alaska, la Alaska National Wildlife Refuges Rule, era stata criticata e considerata come una violazione dei diritti di un singolo stato da parte del governo federale. Saranno contenti i cacciatori visto che il Congresso ha votato a favore della risoluzione, con 52 voti favorevoli e 47 contrari.

La legge precedente proteggeva i predatori di 16 rifugi federali in Alaska, vietando le pratiche venatorie estreme, che riguardavano l'uccisione dei lupi e dei loro cuccioli nelle tane, degli orsi e delle volpi con tagliole d'acciaio e gli orsi bruni dagli aerei.

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Le associazioni ambientaliste stanno tremando e annunciano che se la Alaska National Wildlife Refuges Rule verrà cancellata, queste pratiche si diffonderanno in tutti i parchi dell'Alaska, devastando il patrimonio faunistico.

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“Uccidere lupi e orsi in questo crudele con questa moda antisportiva è scandaloso, soprattutto nei rifugi nazionali della fauna selvatica che appartengono a tutti gli americani. Abrogare queste protezioni mina anche i predatori che svolgono un ruolo fondamentale a favode della salute degli ecosistemi”, ha detto Brett Hartl, direttore degli affari di governo del Center for Biological Diversity.

Anche Jamie Rappaport Clark, presidente e CEO di Defenders of Wildlife, ha detto che facendo passare la risoluzione, il Congresso non solo danneggia orsi e lupi, ma il popolo americano:

“Questa risoluzione tollera pratiche estreme come uccidere i predatori e i loco cuccioli, è un'abdicazione inquietante dell'autorità federale sulle terre pubbliche e delle risorse di proprietà di tutti gli americani. Il presidente Trump dovrebbe porre il veto a questa minaccia per la fauna selvatica e per il nostro patrimonio naturale.”

Adesso manca solo la firma del Presidente. Non appena il nuovo inquilino della Casa Bianca apporrà il suo sigillo, i cacciatori potranno scatenarsi contro quei “predatori” che a quel punto si trasformeranno in vittime.

Predatori, non si potrà più definirli tali visto che l'uomo in un certo senso prenderà il loro posto.

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Anche per l'ambiente non ci sono buone notizie. Il presidente Usa ha anche dato il via libera a un piano che rivisita le norme sui cambiamenti climatici e per la riduzione delle emissioni inquinanti da parte delle industrie ponendo fine a quella che egli stesso ha definito la “guerra del carbone”. In questo modo si riabilita questa obsoleta e inquinante fonte fossile e si rilancia la produzione nelle miniere.

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Il nuovo decreto firmato ha cambiato le regole contenute nel Clean Air Act che a suo dire avrebbero provocato un calo dei posti di lavoro. Lungi dal voler osannare l'operato della precedente amministrazione Usa, si tratta di fatto di un grosso passo indietro sul fronte della tutela dell'ambiente e della salute pubblica.

Saranno contenti i minatori, probabilmente gli unici a gioire di questa nuova apertura americana verso il carbone.

Francesca Mancuso

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