delfino Arno

Da mesi nuotava indisturbato nelle acque dell'Arno, a Pisa. È il delfino diventato celebre per aver fatto capolino nel fiume della Toscana. Secondo alcuni veterinari, però, l'animale sarebbe malato e andrebbe subito riportato in mare. Ma non tutti sono d'accordo.

Dal 31 dicembre 2016, il delfino va su e giù nelle acque dell'Arno, nei pressi del ponte sull’Aurelia. Vista l'insolita presenza, da tempo era monitorato. Qualora si fossero presentate condizioni di pericolosità o una riduzione della disponibilità di cibo o l'insorgere di possibili fonti di pericolo, l'Arpat aveva assicurato che avrebbe cercato di riportarlo in mare.

Il delfino è malato...

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Nazione, i veterinari che lo monitorano avrebbero visto apparire delle chiazze rosse sul suo corpo.

“Nelle prossime ore il delfino che ha scelto l’Arno sarà scortato nuovamente in mare aperto. La prima volta era successo a fine anno, subito dopo il suo arrivo ‘in città. Non c’è tempo da perdere”. Per questo si starebbe già organizzando una task force per riportarlo in mare.

Non si conosce ancora l'origine delle chiazze, forse il cibo non certo adatto ad un esemplare abituato a stare in mare o l'inquinamento del fiume.

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oppure no?

“Nessuna chiazza rossa è stata avvistata dagli operatori del Cetus, che giornalmente monitorano il delfino in Arno” è stato invece il commento della dottoressa Francesca Salvioli, dello staff del Centro di ricerca e studi sui cetacei (Cetus) di Viareggio, che segue quotidianamente il delfino. “Ogni giorno andiamo lì per controllare il suo stato di salute. Ci sono alcuni graffi, dovuto con tutta probabilità a qualche ramo portato dalla corrente, nei giorni scorsi più forte quando l’Arno si è ingrossato, ma nessun’altra anomalia”.

Di sicuro la sua presenza nell'Arno non è normale e prima o poi, da solo e aiutato, il delfino dovrà tornare in mare.

Intanto altri delfini muoiono sulle spiagge della Toscana

Non è un buon momento per i delfini. La prima settimana di febbraio, sulle coste della Toscana sono stati ritrovati tanti, troppi delfini morti. Il 4 febbraio, a Piombino, domenica 5, a Cecina. I ritrovamenti sono continuati anche lunedì 6 a Livorno e martedì 7 febbraio a Baratti. Si tratta di esemplari della stessa specie, la stenella striata (Stenella coeruleoalba) un delfino di dimensioni medio piccole (1,8-2,5 m) molto comune nelle acque profonde del mare toscano.

delfino barattio

Quattro stenelle in quattro giorni è un dato che desta qualche preoccupazione ed è stato quindi importante recuperare gli animali (ci si è riusciti per almeno tre di essi, uno era troppo decomposto) per poter compiere delle indagini approfondite sulle possibili cause di morte. I biologi di ARPAT, insieme ai veterinari dell'IZSLT sezione di Pisa, hanno infatti eseguito le necroscopie degli animali prendendo campioni, in particolare di cervello e polmoni, per la ricerca del morbillivirus, un possibile agente patogeno che a volte causa la morte in questi delfini. (vedi sotto link a notizie relative alla moria avvenuta nel 2013) I delfini, una femmina e due maschi, hanno dimensioni comprese tra 180 e 200 cm, sono esemplari giovani e non sono apparsi in buono stato di salute: eccessivo stato di magrezza, presenza di molti parassiti, stomaco semi vuoto”.

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Non si conoscono ancora le cause della morte. Non è la prima volta che accade. Nel 2013, infatti, furono ritrovate ben 33 carcasse di cetacei carcasse di cetacei tra Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna, e che hanno fatto scattare l'allarme nel Tirreno. Anche allora le cause della morte non furono chiarite ma sembrava che non fossero di origine antropica.

Francesca Mancuso

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