granchi vivi

Granchi vivi in scatola al supermercato. Ecco la terribile scoperta della conduttrice Licia Colò mentre stava facendo la spesa in un Carrefour di Ostia la scorsa domenica sera.

Licia Colò ha pubblicato un video in diretta sulla propria pagina Facebook per raccontare cosa stava accadendo in quel momento e per denunciare la situazione.

Tra i banchi del supermercato la conduttrice ha ritrovato tre scatole di granchi ancora vivi, nel ghiaccio. Nel video ha ricordato che non è permesso mettere in vendita nei supermercati animali vivi in queste condizioni, come talvolta avviene con le aragoste o con gli astici.

Anche se forse non servirà a molto, Licia Colò non solo ha deciso di far presente la situazione a Carrefour ma ha anche voluto acquistare le scatole di granchi ancora vivi per provare a liberarli in mare poco dopo.

“È vietato tenere animali vivi in queste condizioni in vendita. Mi sento impotente. Farò una protesta ufficiale alla Carrefour” – ha spiegato Licia Colò in diretta su Facebook.

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La richiesta a Carrefour è forte e chiara: non mettere mai più in vendita animali vivi nel supermercato, né granchi né aragoste. 

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GRANCHI E ASTICI VIVI NEL GHIACCIO, COSA DICE LA LEGGE

La vendita di animali vivi, come granchi, aragoste, e astici può essere ammessa secondo la legge seguendo condizioni ben precise – cioè utilizzando apposite vasche – non di certo in scatole chiuse e riempite di ghiaccio, come in questo supermercato. Dunque la protesta contro la vendita di granchi vivi in scatola è sensata anche dal punto di vista legale, non soltanto per quanto riguarda la difesa degli animali.

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Un ristoratore di Firenze era stato condannato per aver tenuto rinchiusi in frigorifero astici e granchi vivi con le chele legate in condizioni inadeguate per la legge.

Nelle vaschette trovate dalla conduttrice alcuni granchi si muovevano ancora mentre altri erano morti soffocati. Ogni scatola conteneva una decina di granchi ed era in vendita a 1 euro e 69, un prezzo ridicolo per degli animali vivi.

COSA DICE IL REGOLAMENTO DEL COMUNE DI ROMA

Secondo il regolamento per la tutela degli animali del Comune di Roma, è vietato:  

a) lasciare l’ittiofauna in acquari che non abbiano le dimensioni e le caratteristiche di cui al precedente articolo 51;

b) conservare ed esporre per la commercializzazione sia all'ingrosso che al dettaglio, nonché per la somministrazione, prodotti della pesca vivi ad esclusione dei molluschi lamellibranchi (cosiddetti frutti di mare), al di fuori di adeguate vasche munite di impianto di ossigenazione e depurazione dell’acqua con lunghezza minima quattro volte superiore alla lunghezza dell’animale più grande; oltre i due esemplari la dimensione minima va aumentata del 20% per ogni animale aggiunto;

c) procedere alla macellazione dei prodotti della pesca negli esercizi di vendita al dettaglio, dove detti animali ad esclusione dei molluschi lamellibranchi, dovranno essere mantenuti in vasche con le caratteristiche descritte al precedente punto b) fino alla con- segna al consumatore finale;

d) mettere in palio e cedere in premio in occasione di tiri a segno, pesche, riffe, lotterie o analoghe situazioni ludiche, animali acquatici di qualsiasi specie;

e) Tenere permanentemente le chele legate ai crostacei.

Per conoscere i dettagli della vicenda, guardate il video di Licia Colò.

Marta Albè

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