animali negli ospedali

In Lombardia via libera agli animali negli ospedali. Nei giorni scorsi la Regione ha approvato un regolamento che riguarda i nostri amici a quattro zampe, introducendo tutele ma anche multe a chi non rispetta le norme.

Dopo la Toscana, anche la Lombardia ha capito l'importanza della presenza degli animali per i pazienti ricoverati negli ospedali. Che siano grandi o piccini, gli ammalati beneficiano della compagnia dei propri amici pelosi.

Per questo la Regione ha aperto le porte degli ospedali agli animali, con la delibera di Giunta che approva il Regolamento di attuazione delle disposizioni di cui al Titolo VIII, Capo II, della l.r. 33/2009, recante norme relative alla tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo.

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“Novità assoluta è la possibilità di accesso di cani, gatti e conigli negli ospedali e nelle Case di riposo, secondo le condizioni di sicurezza stabilite dalle strutture sanitarie o sociosanitarie, rispettando i requisiti minimi riportati dal regolamento: gli animali devono essere accompagnati da maggiorenni, i cani devono essere muniti di museruola e condotti a guinzaglio; gatti e conigli, invece, dovranno essere alloggiati nell'apposito trasportino, almeno fino al momento della visita al paziente o all'ospiteha detto l'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera.

Ma non solo. La Regione ha introdotto altre novità per la tutela degli animali tra cui l'obbligo di identificazione ed iscrizione all'anagrafe degli animali d'affezione per tutti i cani, per i gatti destinati al commercio e quelli delle colonie feline.

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Inoltre il regolamento precisa anche quali sono i doveri di chi si occupa di cani, gatti e animali d'affezione:

“Tra gli obblighi dei proprietari quello di fornire all'animale un ricovero adeguato, cibo e acqua in quantità sufficiente, un'adeguata attività motoria, favorire i contatti sociali tipici della specie e assicurare le cure necessarie. Gli animali in addestramento non potranno essere sottoposti ad attività dannose per la loro salute o essere obbligati a superare le proprie capacità o forze naturali. Inoltre è previsto il divieto di tenere i cani alla catena o applicare loro qualunque altro strumento di contenzione similare, salvo che per ragioni sanitarie certificate da un veterinario o per temporanee ragioni di sicurezza” prosegue l'assessore.

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Francesca Mancuso

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