Piccioni Barcellona

A Barcellona si avvierà presto il controllo delle nascite dei piccioni.

Proprio così: contro l’imperante proliferarsi di questi uccelli, non propriamente amati da chi vive in città, anche nella capitale catalana si vuole mettere un punto all’antiestetica presenza dei colombi di strada. Come? Con un anticoncezionale.

Barcellona sarà infatti la prima grande città europea che controllerà la popolazione dei piccioni con dei contraccettivi, dopo aver presentato l'iniziativa nel quadro del Comitato permanente del Consiglio Comunale della convivenza, difesa e protezione animali. In una dichiarazione, la sindaco della città, Ada Colau, si impegna in un’azione “chiara e ferma” per un controllo dei piccioni “etico”. Ma siamo sicuri?

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Si stima che nella città spagnola ci siano 85mila piccioni, caratterizzati da un'elevata riproduzione e, allo stesso tempo, da un’elevata mortalità giovanile. Negli anni scorsi, obiettivo dell’amministrazione comunale fu semplicemente l’abbattimento su larga scala, sterminando e uccidendo centinaia di uccelli, passando anche attraverso la catapulta con tanto di soppressione con gas. Poi, per fortuna numerosi gruppi di attivisti in difesa degli animali si sono fatti sentire e la città ha preso in considerazione un metodo più “etico” che non si tradurrà in singole morti ma fornirà un controllo delle nascite.

In pratica, in giro per la città verranno installate 40 mangiatoie per uccelli rifornite di mangime che contiene a sua volta un contraccettivo. Il principio attivo è la nicarbazina, un farmaco anti-parassitario prima utilizzato per il trattamento di pollame e, secondo le previsioni, dopo quattro o cinque anni di trattamento si potrebbe raggiungere una riduzione dell'80% della popolazione iniziale.

Ma di che si tratta?

E qui le dolenti note. La nicarbazina non gode certo di buona fama. Già se n’è parlato in passato come di un “anticoncezionale innocuo”, ma pare proprio che non lo sia. Il farmaco provoca un aumento della temperatura corporea tale da rendere sterili le uova. E va bene. Ma ciò potrebbe significare che i piccioni di città, che già vivono in situazioni di stress, con una febbre altissima per 6-8 mesi consecutivi, vadano sicuramente incontro alla morte.

Nemmeno la soluzione trovata a Barcellona quindi va bene? A noi non convince, non fosse altro che si tratta di farmaci somministrati quando? In che dose? Rimaniamo dell’idea che ci sono altri pacifici metodi perché questi piccioni in città non diano noie. Eccone alcuni proposti dalla Lipu-BirdLife.

Germana Carillo

Foto: Martin Dougiamas/flickr

 

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