elefante

Gli elefanti africani rischiano di scomparire per sempre. I risultati del Great Elephant Census non sono, infatti, per niente incoraggianti. Tra il 2007 e il 2014 il loro numero è diminuito del 30%, ovvero sono scomparsi oltre 140 mila esemplari. Al ritmo attuale si potrebbe arrivare, in soli 9 anni, a loro fine definitiva.

I dati della ricerca sono stati pubblicati nello studio "Continent-wide survey reveals massive decline in African savannah elephants".

"I risultati del censimento mostrano chiaramente che il bracconaggio sta decimando branchi di elefanti in Africa. Una pratica che non ha senso ne a livello morale, che politico o economico. Gli elefanti sono già localmente estinti nel mio Paese, la Mauritania, e non voglio vedere questo accadere altrove: è una possibilità imminente in Camerun e Mali e si è già passato il segno in altri Paesi, a meno che non si acceleri l’azione”, ha detto in una nota stampa, Ibrahim Thiaw vicedirettore dell’United Nations environment programme (Unep).


Per arrivare a questa amara constatazione, i ricercatori hanno raccolto per anni i dati sugli elefanti che vivono in 18 diversi paesi africani. Gli aerei del Gec hanno volato per più di 400 mila chilometri stimando che attualmente vi sono 352.271 esemplari. Confrontando con il numero presente tra il 2007 e il 2014, si è arrivati alla conclusione che ci sono 144 mila elefanti in meno, la maggior parte dei quali sterminati dai bracconieri. Solo in Tanzania vi è il 60% in meno, mentre in Mozambico il 53%.

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Se si contano anche gli elefanti di foresta, che ormai sarebbero ridotti a meno di 50 mila, la popolazione delle due specie di elefanti africani, è di soli 434 mila esemplari. Se si considera ancora, che prima della colonizzazione vivevano 20 milioni di elefanti, i dati risultano ancora più tragici. Già negli anni ’70 ce n’erano un milione in meno; nel 2005 un’epidemia ne aveva portati 30 mila alla morte.

Tuttavia Thiaw ha dichiarato:

"C’è motivo di speranza. Le popolazioni in alcune nazioni africane sono in solo in leggero calo o addirittura in aumento. E il sostegno per affrontare la crisi è sempre più sostenuta da un’opinione pubblica in crescita, dalla politica e dal settore privato, dalle forze per il cambiamento, come la campagna Wild For Life. In tutta l’Africa, le nazioni stanno iniziando a capire che la fauna selvatica vale più da viva che da morta e che può produrre reddito, per esempio attraverso il turismo, per finanziare l’istruzione, la sanità e le infrastrutture in grado di migliorare il benessere umano e guidare la crescita economica"

Per poi concludere:

"Per quanto deprimenti, spero che questi dati servano da scintilla per il cambiamento, ma dobbiamo agire subito".

Dominella Trunfio

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