Tartarughe mediterraneo

Tartaruga Caretta caretta: è boom di nidificazioni lungo le nostre coste! Sono ben 58, infatti, i nidi accertati dall’inizio della stagione estiva e le mete preferite dalle dolci tartarughe per deporre le uova sono i lidi di Calabria, Sicilia e Campania e le località marine premiate da Legambiente con le cinque vele, come Acciaroli, Capalbio, Domus De Maria e Marina di Camerota.

Un importante record si registra a Lampedusa dove già nel 2002 si era raggiunta la quota massima di 7 deposizioni. Ora, sulla splendida spiaggia dei Conigli, nuove tartarughine hanno raggiunto il mare e nei giorni scorsi si è schiuso uno degli otto nidi accertati nella riserva naturale gestita da Legambiente.

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Le quasi 60 nidificazioni accertate confermano un dato: le Caretta caretta amano le nostre spiagge e ne dobbiamo essere onorati. Dalla Sicilia alla Campania, dalla Calabria alla Sardegna passando per Puglia, Lazio e Toscana, tra la fine di maggio e la metà di agosto sono tante le mamme tartaruga che hanno deposto le uova sulle coste sabbiose d’Italia.

I 58 nidi stimati da Legambiente sono così suddivisi: Calabria (28 concentrati lungo la costa delle "tartarughe"), Sicilia (17, in gran parte nell'AMP Pelagie), Campania (4 nel Parco del Cilento), Sardegna (5, di cui tre nell'AMP Capo Carbonara), Puglia (2 nel Salento), Toscana (1 a Capalbio sulla spiaggia Chiarone) e Lazio (1 vicino a Nettuno).

Salvaguardia e tutela, gestione sostenibile delle spiagge, pulizia manuale degli arenili e a una migliorata capacità di individuare i nidi sia da parte del mondo scientifico che dai cittadini: se prima i nidi di tartaruga erano pochissimi, ora nuove politiche di sensibilizzazione sono riuscite piano piano a far nidificare sempre di più.

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La nidificazione della tartaruga marina sulle spiagge italianedice Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente - rappresenta un evento di grande valore scientifico e conservazionistico. Il numero dei nidi stimati quest'estate sono un segnale importante che fa ben sperare per il futuro. Per questo è importante puntare su progetti di salvaguardia e di tutela di questa specie, a rischio estinzione, incentivare un turismo sostenibile e rispettoso dell'ambiente, e al tempo stesso promuovere a livello territoriale iniziative di informazione e sensibilizzazione coinvolgendo le associazioni, le comunità locali, le amministrazioni e i pescatori. Non va dimenticata, inoltre, la straordinaria lezione che in questa anni è arrivata dalla spiaggia dei conigli di Lampedusa, strappata al degrado e dove la regolamentazione della balneazione, la cura e la salvaguardia costante dei luoghi, hanno consentito il ritorno della Caretta caretta e garantito il ripetersi di un evento così straordinario come quello della nidificazione, senza sottrarre al turismo uno dei luoghi più incantevoli di Lampedusa”.

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Le gemelle di Acciaroli

E ad Acciaroli, nel Cilento, un evento rarissimo: due gemelline di tartaruga Caretta caretta sono nate in seguito alla schiusa di un nido sulla spiaggia di San Primo. Le uova erano state deposte il 14 giugno e, per la prima volta, uno dei due esemplari è riuscito a sopravvivere.

A mia conoscenza, nel Mediterraneo, sono riportati nella letteratura scientifica almeno sette casi di nascite gemellari. Alcuni, ad esempio, si sono registrati anche a Lampedusa. L’incidenza di questi eventi rimane comunque bassissima: si tratta di sette casi su oltre 12 mila uova analizzate sulle spiagge mediterranee, pari allo 0,058%. Di solito, però, in caso di gemelli si ha la morte degli embrioni all’interno dell’uovo o dei piccoli, appena dopo la schiusa. Non ricordo casi in cui il gemello dominante - ovvero quello ancora in vita - riuscisse a risalire dal nido, per emergere naturalmente senza assistenza portandosi dietro il fratello morto”, spiega Fulvio Maffucci, ricercatore alla Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli.

tarta acciaroli
La gemellina sopravvissuta (foto Tommaso Tarullo)

E non solo: dalla stessa schiusa è nata anche una tartaruga con pigmentazione mancante su parte del ventre e delle pinne e dai campioni prelevati gli studiosi potranno stabilire se si tratta di un vero e proprio caso di albinismo o di un’ibridazione. In quest’ultimo caso, il neonato potrebbe essere l’incrocio di una Caretta caretta con una Chelonia mydas, altra specie di tartaruga che popola il Mediterraneo.

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Anche l’albinismo è un fenomeno piuttosto raro, con una frequenza del Mediterraneo di meno di un esemplare ogni cento, ma anche l’ibridazione tra Caretta e Chelonia, tartarughe marine che hanno avuto l’ultimo antenato comune circa 50 milioni di anni fa, non è cosa usuale.

La pagina Facebook

L’interessante profilo Facebook “Nidi tartarughe marine in Campania” dà traccia di quanto sta accadendo in questi giorni e dà alcuni piccoli consigli per i bagnanti più curiosi: non usate flash o luci bianche e non fumate in prossimità dei piccoli!

Germana Carillo

 

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