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Non molto tempo fa vi avevamo dato notizia della strana moria di germani e anatre nel laghetto di Basiglio, nel milanese. Adesso sono finalmente arrivati i risultati delle autopsie effettuate sugli animali ed è stata confermata l’ipotesi inizialmente formulata: la strage, ancora in corso, è causata dalla presenza di botulino.

Sarebbe la tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum ad aver provocato una vera e propria intossicazione che ha causato la morte di numerosi animali e che continua a mettere a rischio la loro salute. Non si è ancora arrestato infatti il fenomeno e, oltre a nuove morti registrate questi giorni, vi sono anche alcune anatre ancora vive che mostrano i segni della presenza di intossicazione da botulino, in particolare patologie nervose. Tra l’altro è arrivata la notizia che anche una gallinella d’acqua è stata trovata morta, si rende più concreto quindi il rischio che la situazione possa aggravarsi andando a minacciare anche altre specie.

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Il responso è arrivato dall’Ats (ex Asl) della Città Metropolitana di Milano. Non è chiaro però se il batterio si è sviluppato direttamente nelle acque del lago oppure se qualche anatra lo abbia portato da altri corsi d’acqua. Ricordiamo infatti che il botulino riesce a proliferare soprattutto nelle acque stagnanti.

Una situazione che, come sottolineato dagli ambientalisti, se non arginata al più presto rischia di diventare pericolosa anche per gli esseri umani. Come hanno dichiarato Stefano Apuzzo ed Edgard Mayer di Amici della Terra Lombardia e Gaia animali & ambiente Onlus:

"Il botulino rischia di espandersi a molti altri animali e a tutto il Parco Agricolo Sud Milano. Inoltre, con l’apertura settembrina della stagione venatoria, il botulino rischia di estendersi agli esseri umani. Il tutto nel disinteresse agostano e vacanziero delle istituzioni che sarebbero preposte ai controlli e al contenimento dell’epidemia”.

anatre laghetto milano

La proposta degli ambientalisti è dunque quella di posticipare l’apertura della stagione della caccia almeno nelle aree colpite dal fenomeno, il Parco Sud Milano ma meglio sarebbe in tutto l’Ambito Territoriale di Caccia Pianura milanese. Non c’è fiducia però sul fatto che la proposta possa essere accettata dalle istituzioni, le associazioni si mostrano in questo senso già pronte a denunciare chi si rende responsabile di aver agevolato la diffusione dell’epidemia.

Nell'immediato comunque, per evitare che il contagio si diffonda, è necessario rimuovere tutte le carcasse degli animali morti, in questo modo si dovrebbe scongiurare quanto meno il rischio che altri esemplari si cibino di resti contaminati dalla tossina. Sarà il comune a accollarsi i costi per bonificare l’area.

Francesca Biagioli

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