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Tilikum, l'orca di SeaWorld protagonista del documentario "Blackfish" che racconta la vita degli animali marini in cattività, ha un’infezione batterica polmonare che potrebbe causarne la morte.

Siamo rattristati di annunciare che nel corso delle ultime settimane, il comportamento di Tilikum è diventato sempre più letargico e i veterinari sono preoccupati seriamente per la sua salute, si legge sul sito di SeaWorld.

Da qualche tempo, infatti, Tilikum ha un’infezione polmonare cronica e sul suo futuro non aleggia ottimismo.

I nostri veterinari stanno cercando di gestire al meglio la malattia cercando di arginare le sofferenze dell’orca. Come per tanti altri animali più vecchi di Tilikum – che ha 35 anni – i problemi di salute significativi non mancano. Continueremo a tenere aggiornati i suoi fan sul nostro sito, spiegano i funzionari.


Tilikum non è un’orca nata in cattività, ma è stata catturata nel 1983 al largo dell' Islanda quando era un cucciolo di soli due anni. Prima di arrivare in questo parco acquatico viveva a Sealand in Canada. Dopo la sua chiusura, dal 1992 è diventata purtroppo la protagonista di spettacoli subacquei quotidiani.

Nel 2013 questo mammifero – che è il più grande che vive in un parco zoologico – aveva mostrato nel documentario "Blackfish" della CCN un ritratto inquietante delle orche allevate in cattività.
Non erano di certo mancate le polemiche e le risposte secche di SeaWorld che aveva definito il film "falso, fuorviante e a favore di una propaganda emotivamente manipolatrice".

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In realtà, subito dopo, la denuncia del documentario e il sostegno degli attivisti ambientalisti, la Commissione costiera della California aveva approvato un piano di finanziamento per far sì, che le vasche delle orche, fossero di dimensioni maggiori ponendo anche la clausola che nel parco non potessero essere allevati più di 11 mammiferi di questa specie.

SeaWorld di recente ha annunciato che potrebbe scartare il pano di espansione e finirla per sempre con gli spettacoli marini creando un “parco più naturale” per gli animali.

Secondo noi, l’unico "parco più naturale" sarebbe l’oceano, ovvero l’habitat in cui l’orca dovrebbe nuotare. Sicuramente stare in una vasca non ha aiutato Tilikum a vivere serenamente, generando in lui un comportamento sempre ripetitivo. E spettacoli come questo che vediamo nel video non dovrebbero esistere.

Questo stress però non ha danneggiato solo l'animale, nel 2010 l’orca aveva ucciso l’allenatore Alba Brancheau e altri due incidenti si erano verificati nel 1991 e nel 1999.

La storia dolorosa di Tilikum dovrebbe far riflettere: basta con trucchi, acrobazie e spettacoli, lasciamo gli animali liberi cercando di non reprimere la loro vera indole.

Dominella Trunfio

Foto: Phelan M. Ebenhack / AP

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