circo cover

Sapevate che i nostri soldi finiscono nelle tasche dei circhi, anche di quelli condannati? Ebbene sì. Ogni anno i fondi pubblici vengono versati anche ai circhi con animali condannati o sotto processo.

A rivelarlo è la LAV, che ha presentato un esposto alla Corte dei Conti, documentando nel dettaglio lo scandalo dei finanziamenti statali - stanziati dal Fondo Unico dello Spettacolo, gestito dalla Direzione Generale del Ministero dei Beni e Attività Culturali – a beneficio anche di circhi con animali condannati in via definitiva o sotto processo.

Dai dati emerge che dal 2010 al 2013 è stata concessa una media annua di circa 3 milioni di euro statali a circhi e strutture circensi con animali (i dati ufficiali del 2014 sono attualmente incompleti); tra i beneficiari di fondi pubblici vi sono sei circhi con animali sotto processo, mentre due circhi sono stati condannati in via definitiva per maltrattamenti di animali e detenzione incompatibile.

In sintesi, questi i casi più gravi sui quali la LAV chiede l'apertura di un'inchiesta della Corte dei Conti:

· nonostante la sentenza definitiva per il reato di maltrattamento di animali commesso nel 2003, Rolando Folloni negli anni 2008 e 2009 ha ricevuto contributi del FUS (Fondo Unico dello Spettacolo) per 15.000 euro;

· il circo Città di Roma è stato denunciato in quanto teneva elefanti in condizione di quasi immobilità, tigri in spazi angusti, esposte al freddo, e nel complesso tutti gli animali tenuti in strutture non idonee a garantire l'igiene e la pulizia. Nonostante una condanna definitiva, il circo ha ricevuto, negli anni, i seguenti finanziamenti: nel 2008, 99.500 euro, e nel 2009, 35.000 euro;

· il circo Lidia Togni, pur con due diverse società, ha ricevuto dal 2008 ad oggi ben 817.633 euro di contributi pubblici. La signora Lidia Togni è stata condannata dal tribunale di Palermo con sentenza n.764 del 2008.

finanziamenti circhi

La vicenda è oggetto di quattro interrogazioni firmate da diciotto parlamentari di gruppi di maggioranza e opposizione, rivolte al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, destinatario anche della petizione con cui la LAV chiede di mettere fine al finanziamento pubblico ai circhi con animali.

"Confidiamo nel lavoro della Corte dei Conti per accertare ogni presunta irregolarità nella gestione del denaro pubblico, al fine di attivare la competente Procura Regionale per i necessari accertamenti sui fatti, fino ad un'eventuale citazione in giudizio dei presunti responsabili, allo scopo di chiamarli al risarcimento del danno - afferma la LAV – Sulla vicenda attendiamo un chiarimento anche da parte del Ministro Dario Franceschini, chiamato in causa da ben quattro interrogazioni parlamentari, e dalla nostra petizione popolare che sollecita la fine dei fondi pubblici ai circhi con animali: anche sabato 21 e domenica 22 marzo si potrà firmare in tante piazze d'Italia presso gli stand LAV".

circo lav

Nei circhi italiani ci sono ancora circa 2.000 animali prigionieri: la maggior parte di loro sono nati in cattività, mentre altri sono stati affittati o ceduti da un circo all'altro e catturati mentre vivevano liberi in natura. Se anche tu pensi che lo Stato non può continuare a sovvenzionare questi spettacoli crudeli e umilianti per gli animali, oltre che diseducativi per le persone, firma la petizione nella pizza più vicina a te. Clicca qui

Roberta Ragni

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO PER IL DIRITTO DI REPLICA:

Sbugiardata la LAV: le risorse del FUS teoricamente stanziate per i circhi (fonte MIBACT) ammontano a meno della metà della cifra sparata dal cosiddetto “dossier” della Lega Anti Vivisezione. Quelle liquidate ad un terzo circa.

All'indomani della pubblicazione del famigerato “dossier Lav” sui finanziamenti statali ai circhi avevamo parlato di abominevoli menzogne. Non si trattava di una difesa d'ufficio, ma abbiamo comunque voluto attendere di ricevere dal Ministero competente i dati ufficiali (che alleghiamo) per mettere la parola fine alla ignobile sceneggiata animalista e consentire così all'opinione pubblica di meglio comprendere la natura della guerra che Lav ha dichiarato ai circhi.
Lav sostiene che i circhi italiani avrebbero ricevuto negli ultimi 5 anni una cifra che sfiora i 30 milioni di euro: 6.115.389 nel 2010, 6.635.019 nel 2011, 6.336.546 nel 2012, 6.293.097 nel 2013, 4.474.347 (“dato parziale” secondo la Lav) nel 2014.
I dati ufficiali del Ministero dicono invece che i contributi stanziati negli ultimi 6 anni (dal 2009 al 2014) ammontano a circa 14,5 milioni di euro. Ma va precisato che gli importi effettivamente liquidati sono largamente inferiori e la cifra reale si riduce ad un terzo di quella diffusa dalla Lav (la renderemo pubblica appena ci sarà formalmente trasmessa dal Mibact).
Dalla comunicazione del Ministero si evince anche un aspetto non secondario, più volte da noi sottolineato: sul sito istituzionale del Ministero sono pubblicate tutte le informazioni sui fondi stanziati annualmente e l'archivio dei beneficiari dei fondi stessi. I circhi, insomma, sono una casa di vetro. Lo stesso non si può dire delle danarose organizzazioni animaliste che, tranne uno o due casi, non rendono pubblici i loro bilanci (essendo Onlus) e nemmeno il bilancio sociale – che invece sarebbe obbligatorio pubblicare sul sito dell'organizzazione – e dunque non è dato sapere come facciano ad accumulare vere e proprie ricchezze.
Il dossier Lav riguardava anche un altro dato ugualmente falso e cioè che circhi condannati per maltrattamenti degli animali beneficerebbero di finanziamenti statali. Già dal 2007 per i circhi colpiti da eventuali condanne definitive ciò è espressamente vietato da una precisa norma sulla erogazione dei contributi Mibact.
Che dire se non che una organizzazione che diffonde accuse infamanti che si dimostrano del tutto infondate, dovrebbe chiedere scusa e scomparire dalla scena pubblica. Ci appelliamo al Parlamento affinché metta un argine ai privilegi derivanti dalla legge 189 del 2004 che ha dotato le associazioni animaliste di uno strapotere che non ha paragoni nel resto d'Europa e che rende loro conveniente battersi per il sequestro degli animali dei circhi, perché in questo modo ottengono non solo visibilità mediatica ma anche contributi pubblici.

Antonio Buccioni, presidente Ente Nazionale Circhi

Qui il documento fornito a riprova dall'Ente Nazionale Circhi

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