falco pellegrino Zandobbio

Nel 2013 aveva già subito un attacco da parte dei bracconieri il falco pellegrino che nei giorni scorsi, in provincia di Bergamo, è stato di nuovo attaccato dai cacciatori che battono la zona industriale del Comune di Zandobbio e la Frazione Selva. Ma questa volta non ce l'ha fatta a sopravvivere. Forse non sarebbe accaduto se tali specie fossero più tutelate dallo Stato.

Per questo, in questi giorni il WWF ha chiesto di inasprire le sanzioni per i reati contro la fauna protetta con una proposta di modifica del Codice Penale volta ad introdurre la categoria giuridica di "fauna selvatica protetta" da tutelare con specifiche figure delittuose, invece delle semplici multe attualmente previste.

Nel nostro paese, i reati contro la fauna selvatica protetta rappresentano il 22% del totale dei crimini ambientali. La proposta legislativa del WWF, già sottoscritta da oltre 55mila cittadini, è uno dei passaggi della Campagna Crimini di Natura che ha l'obiettivo di aiutare Ranger, Guardie e volontari del WWF, attivi in Italia e nel mondo, per dotarle di attrezzature tecnologiche, medicine, fuoristrada, gps, camera-traps, binocoli, radiotrasmittenti e altri equipaggiamenti indispensabili a monitorare il territorio per sorprendere bracconieri e trafficanti.

E il povero falco colpito due volte? La sua storia dovrebbe far riflettere. Colpito nel marzo del 2013 da fucilate in piena stagione di silenzio venatorio e recuperato dal WWF, l'esemplare è stato curato presso il Centro dell'Oasi di Valpredina e dopo un delicato intervento di trapianto di penne è stato liberato. Fino a qualche giorno fa, quando è stato colpito ancora. Le nuove radiografie dai veterinari del WWF hanno riscontrato, oltre alle decine di pallini da caccia in tutto il corpo, fratture multiple ad entrambe le ali. Le sue condizioni si sono subito rivelate difficili e il falco è morto dopo due giorni. “Un vero e proprio crimine di natura dato che si tratta di una specie particolarmente protetta” denuncia il WWF.

La nuova legge. Il pacchetto legislativo contro i Crimini di Natura proposto dal WWF introduce due novità: modifiche puntuali a 3 articoli del codice penale (544-bis sull'uccisione di animali, 544-ter sui maltrattamenti di animali e 733-bis) e alle disposizioni sanzionatorie della legge quadro sulla protezione della fauna selvatica (art. 30 della legge n. 157/1992) per portare fino a 27 mesi il massimo della pena prevista per l’uccisione di esemplari appartenenti ad una specie animale selvatica protetta e l'aumento della sanzione penale per chi cattura e detiene illegalmente o maltratta animali selvatici protetti. La seconda è un emendamento al disegno di legge governativo sulla “Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” con cui si chiede di mantenere in capo al Corpo Forestale dello Stato, quale forza di polizia autonoma, specializzata in campo ambientale le competenze esercitate dal CFS nel contrasto al commercio illegale internazionale di specie protette (Convenzione di Washington), di vigilanza nelle aree protette nazionali e di prevenzione e pronto intervento a contrasto degli incendi boschivi, di gestione delle riserve naturali dello Stato.

Una modifica molto importante se si considera che l'Italia è il paese in Europa più ricco di biodiversità con oltre il 30% di specie animali e quasi il 50% di quelle vegetali, su di una superficie di circa 1/30 di quella del continente.

Francesca Mancuso

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