coniglio gabbia

L'Italia è il primo produttore di carne di coniglio in Europa e il secondo a livello mondiale. Secondo FAOstat nel nostro Paese vengono macellati approssimativamente 175 milioni di conigli macellati ogni anno. Circa il 99% di questi animali viene allevato in gabbie di batteria: un metodo crudele e primitivo che priva l'animale della sua libertà e della possibilità di esprimere qualsiasi comportamento naturale.

Eppure i conigli sono animali sociali che, in condizioni naturali, vivono in gruppi, scavano tane per nascondersi e allevare i loro piccoli. Si muovono per lo più correndo o facendo balzi che possono arrivare fino ad 1 metro di altezza. Sfortunatamente, l'allevamento intensivo li confina in gabbie spoglie e squallide, dove milioni di animali vedono la loro breve vita consumarsi in spazi inferiori ad un foglio A4.

LA MACABRA TESTIMONIANZA DI CHI HA VISTO - Nell'estate di quest'anno, come avevamo anticipato su greenMe.it la settimana scorsa, gli operatori di CIWF hanno potuto osservare le estreme sofferenze nei conigli in gabbia nel nostro Paese. Tutto l'orrore di quanto scoperto è nelle parole di uno di loro:

"I conigli e le loro madri erano così stressati da strapparsi il pelo da soli, lasciandosi la pelle viva. Perché? Probabilmente perché avevano passato tutta la vita prigionieri in gabbia, senza mai riuscire fare un salto, la cosa più naturale per loro. Alcuni allevatori producevano più conigli di quelli che avrebbero potuto allevare. Le genetiche di cui si servono, infatti, producono solo super fattrici, femmine che partoriscono nidiate così numerose da non riuscire ad allattare tutti i piccoli. In questi casi 6 coniglietti su 16 vengono abbattuti immediatamente alla nascita. Tutti questi animali, compresi le madri, sono di fatto delle macchine, che per non rompersi hanno bisogno di manutenzione. Una manutenzione chiamata medicine. È solo infatti grazie ad un flusso costante di antibiotici e farmaci che i conigli vengono tenuti in vita, senza per questo però diminuire il dolore e la sofferenza degli animali".

UNA VITA SENZA SALTARE - Animali ammassati, luoghi sudici, accumuli di escrementi e pelo sotto le gabbie, aria irrespirabile, massiccio uso di farmaci, inclusi antibiotici, a titolo preventivo, conigli morti abbandonati a decomporsi sui pavimenti. Ecco la realtà che nessuno vuole farvi vedere.

E LA LEGGE CHE DICE? - In Europa non esiste nessuna legge specifica di protezione dei conigli negli allevamenti e l'Italia, a differenza di altri paesi, non ha legiferato in merito a livello nazionale. Solo recentemente il Ministero della Salute ha pubblicato delle linee guida facoltative, peraltro insufficienti a garantire il benessere dei conigli, proprio perché non prendono neanche in considerazione sistemi alternativi all'allevamento in gabbia.

Nonostante la lacuna normativa, le condizioni che CIWF ha documentato negli allevamenti italiani sono in evidente contraddizione con alcune disposizioni del Decr. Legisl. 146/2001 per la protezione degli animali negli allevamenti, a cominciare dall'art. 2,1,a, secondo cui "Il proprietario o il custode ovvero il detentore deve adottare misure adeguate per garantire il benessere dei propri animali e affinché non vengano loro provocati dolore, sofferenze o lesioni inutili".

LA PETIZIONE DA FIRMARE PER DIRE BASTA - Annamaria Pisapia, Direttrice CIWF Italia, conclude:

"È tempo di dire basta agli animali in gabbia. L'era delle gabbie deve finire. Esse non sono più tollerabili come sistema di allevamento in un secolo come il ventunesimo, in cui gli animali sono oramai riconosciuti come esseri senzienti, capaci come noi di provare gioia e disappunto, piacere e dolore. Ogni anno, centinaia di milioni di conigli in Europa (di cui il 53% nel nostro paese) soffrono per tutta la loro breve vita nelle gabbie di batteria. Questo deve finire al più presto. Come CIWF invitiamo i cittadini italiani a firmare e diffondere la petizione rivolta al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, competente per il benessere animale, ai membri del Consiglio dell'Agricoltura UE e al Parlamento europeo, per chiedere l'introduzione del divieto totale di allevare conigli in gabbia".

Per firmare la petizione clicca qui

Roberta Ragni

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