rinoceronte milano1

Un rinoceronte privato di un corno, ucciso e piazzato nel cuore di Milano. Attorno a lui un nastro con su scritto “#chièstato?”. Un viavai di gente per vedere da vicino l'enorme animale, le cui foto hanno fatto immediatamente il giro del web. Una vera e propria scena del crimine, a caccia del colpevole. Il rinoceronte, per fortuna, era finto ma il messaggio che voleva veicolare era più che mai reale: l'uomo uccide e usa la Natura per i suoi scopi criminali. Parola del WWF che da Milano ieri ha lanciato la Campagna “Stop ai crimini di natura: da che parte stai?”.

E il rinoceronte non poteva che esserne il simbolo. Ogni anno infatti numerosi esemplari vengono uccisi, insieme gli elefanti, per l'avorio. Solo in Sud Africa dai 13 rinoceronti uccisi dai bracconieri nel 2007 si è passati ai 1.004 del 2013, circa 3 uccisi ogni giorno nel mondo.

A rischio anche le tigri con 1.400 esemplari uccisi dal 2000 al 2012. Ma se il rinoceronte di Milano era finto, l'immagine che segue purtroppo non lo è e ritrae un rinoceronte bianco barbaramente ucciso e derubato del corno.

rinoceronte bianco

Un problema lontano? Tutt'altro. L'Italia deve far fronte ogni anno alle minacce contro gli orsi, i lupi e i piccoli e grandi uccelli migratori tra cui i rapaci. In generale, a livello mondiale il mercato nero di Natura smuove da un continente all’altro avorio, corni di rinoceronte, pelli e legname protetti, alimentando un giro di affari di 3 miliardi di dollari l’anno, il 4° mercato illegale mondiale dopo droga, armi ed esseri umani.

rinoceronte milano2

Il WWF chiede aiuto anche in occasione della giornata dedicata a San Francesco d’Assisi, protettore degli animali, che si celebrerà domani 4 ottobre. “ Il Cantico delle Creature oggi è per il WWF un grido d’allarme: 22.000- 25.000 elefanti uccisi nel solo 2013, 70 al giorno,” spiega. “Per questo il WWF ha lanciato oggi la grande Campagna “Stop ai crimini di natura – Da che parte stai?”, promossa in collaborazione con il suo Network TRAFFIC”.

È possibile sostenere la campagna con una donazione libera e sottoscrivere la petizione “sanzioni più severe contro chi uccide specie selvatiche”. Firmando, si potrà chiedere di rendere più severe le sanzioni per chi uccide specie selvatiche terrestri e marine. Inoltre, sostenendo a livello economico la campagna potranno essere aiutati ranger, guardie e volontari del WWF, attivi in Italia e nel mondo, per dotarle di attrezzature tecnologiche, medicine, fuoristrada, gps, camera-traps, binocoli, radiotrasmittenti e altri equipaggiamenti utilizzati per sorprendere bracconieri e trafficanti.

Francesca Mancuso

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