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Torturare e uccidere gli animali sara' un crimine punito pesantemente dalla legge negli Stati Uniti. Per anni, infatti, l'FBI ha archiviato l'abuso degli animali sotto l'etichetta di "altro", insieme a una serie di reati minori, che fino a oggi hanno reso difficile anche tenere traccia di questi crimini. Adesso, però, la crudeltà sugli animali sarà un crimine con la propria categoria, proprio come omicidio, incendio doloso o aggressione.

Le forze dell'ordine dovranno segnalare incidenti e arresti in quattro aree: negligenza semplice o grave; abuso intenzionale e torture; abuso organizzato, tra cui lotte tra cani e combattimenti di galli; abuso sessuale sugli animali.

Questo aiuterà anche a individuare e fermare futuri serial killer, aiutandoli prima che diventino tali. I giovani che torturano e uccidono gli animali, infatti, diventano sono inclini alla violenza contro le persone. Lo dicono gli studi e la storia. Jeffrey Dahmer, il cannibale di Milwaukee, aveva impalato teste di cani, rane e gatti su bastoni; David Berkowitz, conosciuto con i soprannomi 'Son of Sam' o '.44 Caliber Killer', avvelenò il pappagallino di sua madre; Albert DeSalvo, lo "strangolatore di Boston", intrappolava cani e gatti in casse di legno e li uccideva sparando frecce.

Certo, ci vorrà tempo e denaro per aggiornare i database dell'FBI, applicare la legge a livello nazionale, rivedere i manuali e inviare le nuove linee guida. I dati su questi crimini saranno raccolti in maniera sistematica solo dal gennaio 2016. Poi ci vorranno ancora molti mesi prima che i numeri possano essere analizzati. Ma le nuove statistiche sulla crudeltà sugli animali, tra qualche anno, permetteranno di lavorare sui bambini e sui ragazzi che mostrano i primi segni di difficoltà e disagio, fermandoli.

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E in Italia? Ogni ora nel nostro Bel Paese la Procura apre un nuovo fascicolo per reati contro gli animali. Dal traffico di cuccioli alle corse clandestine di cavalli, prendersela con gli animali è una criminale abitudine che non accenna diminuire. L'impressione è che l'azione penale venga esercitata solo in pochissimi casi e che in assenza di formale denuncia, peraltro non richiesta per i reati in esame, essendo reati comuni perseguibili di ufficio, non ci sia un intervento della polizia giudiziaria e quindi l'apertura di un formale procedimento da parte della Procura.

Roberta Ragni

Fonte e Photo Credit

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