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Grave aumento dei test più dolorosi e di stabilimenti che fanno esperimenti su animali (più di 700 i laboratori). Sono i preoccupanti dati che emergono da un'analisi della Lav sulla vivisezione regione per regione in base ai dati ottenuti dal ministero della salute.

I risultati sono impressionanti. Nonostante la crisi economica e i tagli alla ricerca, sono 169 le autorizzazioni per nuovi stabulari in soli tre anni di cui ben 104 con nuove specie, locali o strutture, per un totale di oltre 700 stabulari dove gli animali vengono sottoposti alle atrocità della vivisezione e uccisi.

Tra il 2010 e il 2012 le sperimentazioni "in deroga" (ovvero l'impiego di cani, gatti e primati non umani, l'utilizzo a fini didattici o il non ricorso ad anestesia), quindi quelle che dovrebbero rappresentare un'eccezione e possibili solo in caso di inderogabile necessità, arrivano alla cifra impressionante di 726 procedure di cui 640 relative a procedure fatte senza anestesia con un numero indefinito di animali, esperimenti che hanno comportato intensi e prolungati livelli di dolore senza alcuna forma di lenizione.

lav viv

Solo per citarne alcuni: sfinimento fisico fino alla morte, studio del dolore acuto, induzione di stati psicotici, attività cerebrale investigata tramite scatole impiantate nel cervello, perfusioni, schizofrenia, trapianti di organi e impianto di chiodi midollari. A questa lista degli orrori si aggiungono le sperimentazioni più assurde dove topi e altri animali vengono usati per modelli di malattie tipicamente umane come depressione, deficit emozionale, dipendenza da sostanze d'abuso e disturbi comportamentali.

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Tra le Regioni che detengono il record negativo del più alto numero di procedure in deroga ci sono Lazio, Lombardia, Veneto, Toscana ed Emilia Romagna. Per scoprire tutto questo la LAV ha esaminato i dati più recenti - ottenuti dal Ministero della Salute (che si rifanno ancora al vecchio Decreto legislativo 116/92 in vigore fino al 2014), grazie ad una storica sentenza del TAR.

"La vivisezione non è un orrore del passato, ma un incubo che appartiene anche ai nostri giorni e riguarda tutti - afferma la biologa Michela Kuan, responsabile LAV Vivisezione - Infatti la sperimentazione animale è un grave errore metodologico che continua a mietere centinaia di milioni di vittime, animali e umane, perché nessuna specie vivente può essere modello sperimentale per le altre a causa delle enormi differenze genetiche, anatomiche, biologiche, metaboliche, psichiche, etologiche che le contraddistinguono. Le ripercussioni di un modello di ricerca così fallace sul piano scientifico, con ritardi ed errori, rappresentano un serio rischio per la salute di tutti, oltre ad arrecare sofferenze agli animali. È indispensabile l'impegno del Governo, delle Università e dei Centri di ricerca tesi a favorire l'applicazione di tecniche di ricerca sostitutive all'uso di animali, rivelatesi efficaci per i malati, ed un utile volano per l'economia".

Roberta Ragni

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